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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Italia · Analisi venerdì 16 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Sciopero degli studenti: cariche e idranti a Torino, petardi al ministero a Roma

La giornata di mobilitazione nazionale del 'No Meloni Day' si chiude con tensioni: a Torino un gruppo si separa dal corteo, a Roma petardi contro il ministero dell'Istruzione.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di MELIANI Driss su Pexels

La giornata di sciopero e mobilitazione nazionale degli studenti proclamata in tutta Italia - ribattezzata ‘No Meloni Day’ dalle organizzazioni promotrici - si è chiusa con episodi di tensione in due città. La protesta era nata per contestare il nuovo decreto Scuola, la carenza di alloggi a prezzi accessibili per gli universitari fuorisede, la richiesta di fondi per la sicurezza degli edifici scolastici e l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva come materia obbligatoria.

A Torino, alcune centinaia di manifestanti a volto coperto si sono staccati dal corteo studentesco che sfilava in piazza Castello. Secondo le immagini e la cronaca diffuse dal Corriere della Sera, il gruppo ha lanciato sassi e torce di segnalazione contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con cariche di alleggerimento e con gli idranti. Un secondo servizio dello stesso quotidiano, girato davanti alla prefettura della città, racconta il lancio di pietre, bottiglie, bastoni e petardi verso gli agenti schierati a protezione dell’edificio.

A Roma, invece, gli studenti hanno raggiunto il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere, dove hanno lanciato petardi contro l’edificio. Secondo quanto riporta la Repubblica, all’ingresso del ministero erano già schierati reparti di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, segno che le autorità si attendevano la possibilità di momenti di tensione lungo il percorso del corteo.

Gli episodi riguardano una minoranza dei partecipanti rispetto alla mobilitazione complessiva, che le organizzazioni studentesche avevano presentato come giornata di sciopero pacifico su scala nazionale, con al centro le quattro rivendicazioni indicate: decreto Scuola, alloggi, sicurezza degli edifici e educazione sessuo-affettiva. Resta da vedere se le sigle promotrici prenderanno posizione pubblica sui disordini avvenuti a margine dei cortei di Torino e Roma, e se gli episodi avranno un seguito sul piano delle responsabilità individuate dalle forze dell’ordine.

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