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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

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La povertà estrema mondiale scende al 9,8% nel 2026

L'aggiornamento della Banca Mondiale stima un calo marginale ma continuo della povertà estrema globale, con la persistenza di tassi alti in Africa subsahariana e nella regione Medio Oriente-Afghanistan-Pakistan.

L’aggiornamento di settembre 2026 della Banca Mondiale stima che la povertà estrema globale scenderà al 9,8% nel 2026, dal 10,1% registrato nel 2024. Si tratta di un calo marginale ma misurabile, che si inserisce in una traiettoria di lungo periodo verso la riduzione della quota di popolazione mondiale che vive con risorse estremamente limitate.

A beneficiarne, secondo le stime, è una popolazione ancora enorme in termini assoluti: oltre 824 milioni di persone, circa un decimo della popolazione mondiale, vivevano in povertà estrema nel 2024, la base di partenza da cui parte la proiezione al ribasso per il 2026. Il miglioramento non è però uniforme sul piano geografico: i tassi di povertà estrema sono scesi sotto il 5% in tutte le regioni del mondo tranne due, l’Africa subsahariana e la regione che comprende Medio Oriente, Nord Africa, Afghanistan e Pakistan, dove il tasso risulta invece in aumento.

Questo squilibrio geografico è l’elemento che più va tenuto a mente leggendo il dato aggregato: un calo globale al 9,8% convive con un peggioramento in alcune delle aree già più povere del pianeta, segno che il progresso medio nasconde traiettorie opposte a seconda della regione considerata.

Il dato proviene dalla Poverty and Inequality Platform della Banca Mondiale, pubblicato nell’aggiornamento di settembre 2026. Si tratta di una fonte istituzionale che raccoglie ed elabora dati provenienti da indagini nazionali sui redditi e sui consumi delle famiglie in tutto il mondo. Va segnalato che la notizia proviene al momento da un’unica origine disponibile nel materiale consultato; non risultano al momento conferme indipendenti ulteriori sulle proiezioni per il 2026, che restano appunto una stima e non un dato consuntivo definitivo.

Il quadro che emerge resta comunque chiaro nei suoi termini numerici: da un decimo scarso della popolazione mondiale in povertà estrema nel 2024, la proiezione indica una riduzione di tre decimi di punto percentuale entro il 2026, con l’eccezione di due regioni dove la tendenza è invece opposta.

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