Meloni al Senato: «rischiosa» l'intesa Trump-Putin sul gasolio russo
La premier ha riferito alle Camere dopo il Consiglio europeo del 15-16 ottobre; il Senato vota due risoluzioni di maggioranza, le opposizioni non votano quella sull'Ucraina.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riferito al Senato all’indomani del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, criticando l’accordo sul gasolio russo siglato da Donald Trump e Vladimir Putin. Secondo la premier l’intesa è rischiosa, perché finisce per legittimare Mosca mentre la guerra in Ucraina è ancora in corso.
Nel suo intervento in Aula, Meloni ha difeso la linea italiana di sostegno a Kiev e ha indicato nei rincari energetici la questione che pesa di più sull’economia del Paese, chiedendo una risposta europea coordinata e rapida.
«Intesa Trump-Putin rischiosa», ha detto la premier, sintetizzando così il giudizio dato in Aula sull’accordo tra Washington e Mosca.
Il Senato ha votato due risoluzioni di maggioranza al termine del dibattito. Le opposizioni non hanno votato quella dedicata all’Ucraina, segnando una spaccatura netta sul tema del sostegno a Kiev proprio nei giorni in cui l’intesa sul gasolio russo riapre la discussione sulle sanzioni occidentali.
Il contesto in cui si inserisce l’intervento della premier è quello del vertice Ue da cui è reduce. Il Consiglio europeo del 15-16 ottobre ha dato il via libera a misure contro il caroprezzi dell’energia e ha proposto un rinvio di un anno per le nuove norme sull’importazione di metano, lasciando aperto il nodo del bilancio pluriennale 2028-2034: il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa dovrà presentare nelle prossime settimane un nuovo documento negoziale su questo fronte.
Per Meloni la priorità resta la coerenza tra sostegno a Kiev e politica energetica: un’intesa che riduce la pressione sulle esportazioni russe di carburante, secondo la premier, rischia di indebolire il fronte occidentale proprio mentre il conflitto prosegue. È su questo crinale — tra necessità di contenere i costi dell’energia e tenuta della linea sulle sanzioni — che si gioca la credibilità della posizione italiana nei prossimi mesi.
Il voto sulle due risoluzioni mostra come il tema Ucraina resti un terreno di scontro parlamentare in Italia, con la maggioranza che tiene la linea del sostegno a Kiev e le opposizioni che scelgono di non votare la risoluzione dedicata.
La notizia sull’intervento della premier al Senato proviene al momento da un’unica origine (Il Messaggero); nessuna conferma indipendente è disponibile. Il prossimo banco di prova per la posizione italiana resta la gestione pratica dei rincari energetici, indicata dalla stessa premier come il tema più urgente per l’economia nazionale.
Fonti: Il Messaggero; Quotidiano Nazionale
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