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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Il Punto cieco domenica 18 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il Punto cieco: a Bogotá il governo ritira opere dal Museo Nazionale, proteste e accuse di censura

Il governo colombiano ha ordinato il ritiro di almeno 30 opere legate a femminismo, comunità Lgbt e accordo di pace; centinaia di persone hanno protestato, musei e curatori parlano di censura.

Il governo colombiano guidato da Abelardo de la Espriella ha ordinato il ritiro di almeno 30 opere dal Museo Nazionale di Bogotá: pezzi legati al femminismo, alla comunità Lgbt, alle vittime della violenza politica e all’accordo di pace del 2016. Sabato, centinaia di manifestanti si sono radunati davanti al museo per protestare contro quella che definiscono una forma di censura.

Il criterio di rilevanza di questa storia per chi legge da qui non riguarda la Colombia in sé, ma una domanda più generale: chi decide cosa un museo pubblico può mostrare, e con quale margine un governo può intervenire sulla narrazione storica custodita da un’istituzione culturale. È una domanda che riguarda qualunque Paese con musei pubblici finanziati dallo Stato, Italia compresa, ed è per questo che la vicenda colombiana merita attenzione anche fuori dai suoi confini.

Il Museo di Arte Moderna di Bogotá e altri cinque musei del Paese hanno firmato una dichiarazione congiunta di preoccupazione, chiedendo garanzie sull’autonomia delle istituzioni museali. «Nessun governo dovrebbe decidere cosa vediamo della nostra storia per affinità politica» (trad. dallo spagnolo), si legge nel testo firmato dai musei.

Sul fronte opposto, la ministra della Cultura Paola Holguín ha difeso la decisione, sostenendo che il museo non può servire come strumento di indottrinamento politico. Tra i manifestanti radunati davanti al museo, circolava anche uno slogan diretto: «siamo artisti, non siamo terroristi» (trad. dallo spagnolo).

Il confronto che ne emerge è netto: da un lato un governo che rivendica il diritto di rivedere i contenuti di un’istituzione pubblica, dall’altro una rete di musei e artisti che vede in quella revisione un precedente pericoloso per l’autonomia culturale. Non ci sono, al momento, elementi nel materiale disponibile che permettano di stabilire quale delle due letture prevarrà nelle prossime settimane, né se il ritiro delle opere sarà temporaneo o definitivo.

Al momento della pubblicazione, nessuna delle principali testate italiane risulta aver coperto la notizia. La vicenda compare al momento solo su fonti colombiane e un’agenzia internazionale in lingua spagnola, mentre la stampa italiana resta concentrata su altri fronti della cronaca internazionale della stessa giornata.

Fonti: France 24 (edizione spagnola); Infobae Colombia

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