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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Cronache · Analisi domenica 18 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Scontri dopo i cortei contro il carovita a Milano, Torino e Bologna

Tensioni al termine delle manifestazioni "Italia in Piazza": fermati e agenti feriti in più città.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Paolo Bici su Pexels

Le manifestazioni contro il carovita, organizzate sotto la sigla “Italia in Piazza”, si sono concluse con momenti di tensione in diverse città italiane. A Milano gli scontri sono esplosi al termine del corteo, quando gruppi di giovani incappucciati hanno affrontato le forze dell’ordine nella zona tra piazza Duomo, Cordusio e San Babila. Episodi di tensione si sono registrati anche a Torino e a Bologna, nell’ambito di una mobilitazione che ha coinvolto soprattutto studenti e giovani.

Secondo le agenzie che hanno seguito le giornate, a Milano sono stati fermati circa cinquanta manifestanti, quasi la metà dei quali minorenni. Lo statuto di questa testata impone di non rendere identificabili i minori coinvolti: non vengono quindi riportati elementi che permettano di risalire alla loro identità, età anagrafica esatta o provenienza.

A Bologna il bilancio più pesante riguarda le forze dell’ordine: almeno 40 agenti sono rimasti feriti negli scontri che hanno accompagnato la fine del corteo cittadino. Il dato, al momento, proviene dalle ricostruzioni delle agenzie di stampa; non risultano ancora bilanci ufficiali diffusi dalle autorità locali o dalle questure delle tre città, né un conteggio complessivo nazionale di fermati e feriti.

Le manifestazioni di “Italia in Piazza” nascono come mobilitazione sul tema del carovita, con cortei che hanno attraversato il centro di diverse città. È nelle fasi conclusive, quando i coordinatori ufficiali dei cortei si erano già sciolti, che si sono verificati gli episodi di violenza più rilevanti, con gruppi separati dal corpo principale della manifestazione che hanno dato vita agli scontri con la polizia.

Resta da verificare, nelle prossime ore, se le autorità forniranno un bilancio consolidato e unico di fermati, identificati e feriti nelle tre città, e se verranno aperti provvedimenti nei confronti di chi ha preso parte agli scontri. Questa testata non segue gli sviluppi giudiziari dei singoli casi, in base alla sospensione della cronaca nera e giudiziaria in vigore, mentre continuerà a dar conto degli aspetti di ordine pubblico e delle cifre ufficiali quando saranno diffuse dalle autorità competenti.

Al momento, i numeri disponibili sono quelli riportati dalle agenzie: circa cinquanta fermati a Milano, quasi la metà minorenni, e almeno 40 agenti feriti a Bologna. Non ci sono, allo stato, conferme istituzionali dirette da prefetture o questure sui totali complessivi delle tre città.

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