Seconda notte di scontri a Milano, Meloni convoca il vertice sicurezza
Dopo nuovi saccheggi nel centro città, la premier ha chiamato a raccolta i ministri competenti: il governo valuta strumenti normativi sul modello del decreto Caivano.
Per la seconda notte consecutiva Milano è stata teatro di scontri e saccheggi. Tra sabato e domenica i disordini si sono concentrati tra piazza Duomo, via Torino e piazza Castello, con negozi assaltati e vetrine sfondate. Secondo quanto riferito da agenzia ANSA e ripreso da una rassegna stampa di Today.it, sono state fermate oltre 200 persone, l’80% delle quali minorenni.
La reazione del governo non si è fatta attendere. La premier Giorgia Meloni ha convocato una riunione sulla sicurezza dopo la seconda notte consecutiva di disordini nel capoluogo lombardo. Al centro della discussione, secondo le stesse fonti, l’adozione di nuovi strumenti normativi sulla falsariga del decreto Caivano, pensati per chi sfrutta i cortei di piazza per seminare caos piuttosto che per esercitare il diritto di manifestare.
Sul fronte delle proposte concrete si è mosso per primo il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha indicato due direttrici: paletti alla cittadinanza per chi si rende responsabile di reati gravi durante le manifestazioni, e una cauzione a carico degli organizzatori dei cortei. Si tratta, al momento, di proposte politiche e non di un testo normativo già definito: il governo deve ancora tradurle in un provvedimento concreto, e i tempi di un eventuale decreto non sono stati resi noti.
Il dato più rilevante, dal punto di vista pubblico, riguarda la composizione anagrafica dei fermati. Quattro fermati su cinque sono minorenni, un elemento che pone al governo una questione distinta da quella dell’ordine pubblico in senso stretto: quali strumenti esistano, o debbano essere creati, per intervenire su una platea in larga parte non imputabile con gli stessi meccanismi previsti per gli adulti. È su questo crinale che si inserisce il riferimento al decreto Caivano, varato in precedenza proprio per affrontare situazioni di devianza minorile in contesti di disordine urbano.
Resta da vedere quale forma concreta prenderanno le misure allo studio. Il riferimento a un modello già esistente — il decreto Caivano — suggerisce che il governo intenda muoversi su un terreno normativo già sperimentato piuttosto che costruire uno strumento interamente nuovo. Le proposte di Salvini su cauzioni e restrizioni alla cittadinanza per i responsabili di reati gravi, se tradotte in norma, richiederebbero invece un passaggio parlamentare più articolato, trattandosi di misure che toccano diritti individuali sensibili.
Nel frattempo la convocazione del vertice da parte della premier segnala che la questione è salita ai vertici dell’agenda di governo dopo due notti consecutive di disordini nella stessa città. Non sono resi noti, al momento, né la data del vertice né l’elenco completo dei partecipanti oltre al richiamo generico ai ministri competenti. Il quadro resta dunque aperto: da una parte un bilancio di oltre 200 fermati con una netta prevalenza di minorenni, dall’altra un pacchetto di misure ancora in fase di valutazione politica, non di definizione normativa.
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