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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Esteri e Geopolitica · Apertura lunedì 19 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Kiev colpita da 16 missili balistici, mezzo milione di case al buio

Dopo il maxi-raid di droni ucraini sulle infrastrutture energetiche russe, la Russia risponde nella notte con un attacco missilistico su Kiev, Kryvyi Rih e Sloviansk; Washington conferma l'esenzione della Russia da nuove sanzioni mentre Rubio non conferma alcun preavviso agli alleati.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Mihaela Claudia Puscas su Pexels

Questa mattina abbiamo raccontato il lancio di oltre 1.000 droni ucraini contro il territorio russo, uno dei più grandi raid aerei condotti da Kiev nel corso della guerra, insieme alla decisione di Donald Trump di intervenire sulle sanzioni contro Mosca. Nella notte tra il 18 e il 19 ottobre il quadro si è aggravato: secondo quanto riferiscono fonti ucraine e le agenzie internazionali, la Russia ha risposto con un attacco su Kiev, Kryvyi Rih e Sloviansk condotto con 16 missili balistici contro infrastrutture energetiche e altre infrastrutture del paese.

Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, più di dieci impianti energetici sono stati danneggiati nell’attacco. Almeno 550.000 famiglie sono rimaste senza elettricità. A Kiev un edificio di 25 piani è stato colpito: una donna di 21 anni è morta e cinque persone sono rimaste ferite nel crollo parziale della struttura.

«Deve essere fermato» (trad. dall’inglese) — Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina

Il presidente ucraino ha usato queste parole riferendosi alla campagna russa contro le infrastrutture energetiche del paese, proseguita nonostante l’attacco ucraino di sabato in territorio russo, condotto con oltre 1.000 droni e culminato nella morte di almeno una persona a San Pietroburgo, secondo quanto riferiscono fonti ucraine e agenzie internazionali.

Sul fronte diplomatico arriva nelle ultime ore una precisazione rispetto a quanto riportato questa mattina. Non si tratta soltanto di un rinvio: il presidente statunitense Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che esenta la Russia da nuove sanzioni e da nuovi dazi, criticando al tempo stesso l’attacco ucraino di sabato agli impianti petroliferi russi. Il provvedimento riguarda dunque le misure non ancora adottate, non quelle già in vigore, e si accompagna a un giudizio esplicito di Trump sulla scelta ucraina di colpire le infrastrutture energetiche russe a pochi giorni da un suo appello per una tregua sul fronte energetico.

A complicare ulteriormente il quadro interviene il segretario di Stato americano Marco Rubio, che ai giornalisti in Uzbekistan ha detto di non conoscere le circostanze precise dietro la mancata allerta preventiva a Kiev sull’attacco missilistico russo della notte.

Il doppio attacco — droni ucraini sulle infrastrutture energetiche russe nella notte tra sabato e domenica, missili russi su quelle ucraine nella notte successiva — segna così una nuova fase di scambio reciproco sul fronte energetico del conflitto. Sul piano diplomatico, la posizione statunitense si muove su due binari paralleli: l’allentamento delle sanzioni verso Mosca sulle misure future e, contestualmente, la critica aperta alle scelte offensive di Kiev. Restano da chiarire nelle prossime ore l’entità esatta dei danni agli impianti energetici ucraini colpiti nella notte e le ragioni della mancata allerta preventiva evocata da Rubio.

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