Il vertice sicurezza si chiude a Palazzo Chigi, nuova mobilitazione annunciata per sabato
Dopo la convocazione di stamattina, il vertice sull'ordine pubblico guidato da Giorgia Meloni si è concluso nel pomeriggio: sul tavolo una possibile stretta sui minori sul modello del decreto Caivano, mentre il Movimento 17 ottobre annuncia una mobilitazione permanente ogni sabato.
Il vertice sull’ordine pubblico convocato questa mattina dalla premier Giorgia Meloni dopo la seconda notte di guerriglia a Milano si è concluso nel pomeriggio del 19 ottobre a Palazzo Chigi. Rispetto a stamattina, quando si sapeva soltanto della convocazione, ora emergono i contenuti della discussione: il governo valuta nuove misure contro chi semina caos durante le manifestazioni, incluso un possibile intervento sul modello del decreto Caivano riguardo ai minori coinvolti negli episodi di violenza.
Il bilancio degli scontri delle ultime due notti parla di 14 feriti tra le forze dell’ordine, 271 persone accompagnate in questura e 32 arresti.
Sul fronte delle proposte politiche, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha chiesto di intervenire rapidamente sul piano normativo.
«Accelerare sulla legge anti-maranza» — Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture
Di segno opposto la critica del leader di Italia Viva Matteo Renzi, che ha puntato il dito contro la gestione dell’ordine pubblico da parte dell’esecutivo.
«Meloni e Piantedosi non fermano i maranza, serve un nuovo ministro» — Matteo Renzi, leader di Italia Viva
Mentre il governo discuteva a Palazzo Chigi, il cosiddetto Movimento 17 ottobre ha annunciato una mobilitazione permanente ogni sabato alle 15 in diverse piazze italiane, a partire da Milano. L’annuncio segnala che la tensione di piazza, lungi dall’esaurirsi dopo le due notti di scontri, si trasforma in un appuntamento ricorrente, ponendo al governo un problema di gestione dell’ordine pubblico che non si limita a un singolo weekend.
La conclusione del vertice lascia aperti due nodi: i tempi e i contenuti dell’eventuale intervento normativo sui minori, e la gestione delle prossime mobilitazioni del sabato già calendarizzate dal movimento promotore delle proteste.
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