A Paestum il premio alle scoperte archeologiche del 2025: in gara un mausoleo romano e un porto sommerso
La XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico assegnerà il 30 ottobre l'International Archaeological Discovery Award Palmyra. Tra le cinque finaliste, un ipogeo-mausoleo in Albania e il porto sommerso di Taposiris Magna in Egitto.
Il 30 ottobre, nel corso della XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, verrà consegnato l’International Archaeological Discovery Award Palmyra, il riconoscimento che dal 2015 BMTA e la rivista Archeo assegnano alle scoperte archeologiche ritenute più significative dell’anno precedente.
Tra le cinque candidate selezionate per l’edizione 2025 figurano due ritrovamenti che illustrano l’ampiezza geografica del lavoro archeologico nel Mediterraneo e oltre: l’ipogeo-mausoleo romano individuato nella Valle del Bulqize, in Albania, e il porto sommerso di Taposiris Magna, sulla costa egiziana. Il primo riporta alla luce una struttura funeraria di età romana in un’area dell’entroterra balcanico ancora poco esplorata dal punto di vista archeologico; il secondo riguarda le installazioni portuali sommerse legate al sito di Taposiris Magna, già noto per il tempio dedicato a Osiride e per le ricerche condotte negli ultimi decenni sulla sua necropoli e sulle strutture costiere.
Il premio Palmyra nasce con un intento preciso: dare visibilità internazionale a scoperte che altrimenti rischierebbero di restare confinate alla letteratura specialistica, scegliendo ogni anno una rosa di candidature provenienti da contesti e continenti diversi. La cerimonia di Paestum, che affianca da anni il premio alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, ne fa anche un momento di promozione del turismo culturale legato ai siti coinvolti.
Va segnalato che, al momento, la notizia proviene da un’unica origine — Artribune, che riprende un comunicato di BMTA e Archeo — e non risultano conferme indipendenti disponibili sui dettagli delle cinque candidature. Si tratta comunque di un’informazione di fonte diretta degli organizzatori del premio, dunque riconducibile a un soggetto istituzionale del settore, anche se non verificata da terzi.
Resta da vedere quale delle cinque scoperte riceverà il riconoscimento il 30 ottobre, ma la sola composizione della rosa dice qualcosa sullo stato della disciplina: un mausoleo romano in un’area balcanica raramente al centro dell’attenzione internazionale e un porto sommerso egiziano confermano che le scoperte più discusse dell’anno non si concentrano più soltanto nei poli archeologici tradizionali del Mediterraneo, ma emergono anche da contesti periferici rispetto ai grandi circuiti di scavo. La cerimonia di Paestum sarà l’occasione per verificare quale di questi ritrovamenti la giuria abbia ritenuto prevalente, e per quali ragioni specifiche — informazioni che, allo stato attuale del materiale disponibile, non sono ancora state rese note.
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore