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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Economia e Mercati · Analisi martedì 20 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Borse giù sui dubbi sull'intelligenza artificiale, il petrolio sale sopra i 110 dollari

Le piazze europee aprono deboli e peggiorano in giornata, appesantite dal comparto tecnologico e dai timori sulla tenuta degli investimenti nell'IA, mentre il Brent tocca gli 111 dollari al barile sulle tensioni nel Golfo.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Bingqian Li su Pexels

Le Borse europee hanno aperto deboli martedì, sulla scia del calo dei listini asiatici, e sui mercati è tornata l’incertezza sulla tenuta degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. L’indice Stoxx 600 ha ceduto lo 0,7%, appesantito in particolare dal settore tecnologico, sceso del 2,1%.

A Piazza Affari, a metà giornata il Ftse Mib perdeva lo 0,96%, con i titoli legati alla componentistica tecnologica tra i peggiori della seduta: Prysmian cedeva il 4,06%, Technoprobe il 3,28% e Stm il 3,17%. Il movimento conferma che i dubbi sulla sostenibilità della corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale, già emersi nei giorni scorsi sui mercati asiatici, si stanno trasmettendo anche alle piazze europee.

In direzione opposta si muove invece il mercato del petrolio. Il Brent del Mare del Nord è salito a quota 111 dollari al barile, in rialzo dell’1,5% e sempre più vicino ai massimi degli ultimi undici mesi, mentre il Wti texano si attestava a 100 dollari. Secondo gli operatori citati dalla stampa economica, i trader stanno prezzando un premio di rischio geopolitico legato agli attacchi degli Houthi alle infrastrutture saudite e alle navi che transitano nel Golfo.

Il rialzo del greggio e dei prezzi del gas ha sostenuto il comparto energetico in controtendenza rispetto al resto del listino milanese: Enel ha guadagnato l’1,3% ed Eni l’1,1%, due titoli che beneficiano direttamente dell’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche in un giorno in cui il resto della Borsa segna il passo.

La giornata disegna quindi due movimenti paralleli e in parte opposti: da un lato la cautela sui titoli tecnologici, che pesa sugli indici generali europei; dall’altro la tensione geopolitica nel Golfo, che spinge al rialzo i prezzi dell’energia e, di riflesso, i titoli del comparto a Piazza Affari.

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