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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Italia · Analisi mercoledì 21 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il governo vara il decreto sicurezza dopo gli scontri, spaccatura Crosetto-Salvini

Il Consiglio dei ministri approva un decreto che inasprisce le norme su manifestazioni e fermo preventivo, ma rinuncia a dare ai militari funzioni di polizia giudiziaria dopo lo scontro interno tra i due ministri.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Petr Ganaj su Pexels

Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 20 ottobre a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, approvando un decreto-legge su sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile, secondo quanto riportato dal comunicato ufficiale del governo.

Il provvedimento introduce diverse misure. Il fermo preventivo viene esteso anche ai luoghi affollati. I minori diventano subito imputabili per alcune fattispecie. A Milano arriveranno 500 militari in più. Viene inoltre creato un nuovo reato, quello di “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. A questo si aggiunge, secondo la rassegna di Today.it, la procedibilità d’ufficio anche per le lesioni lievi inferte agli agenti, una modifica che amplia la possibilità di avviare azione penale senza attendere una querela della persona offesa.

Non tutto ciò che era previsto nella bozza del decreto è arrivato in porto. È saltata l’ipotesi di riconoscere ai militari impegnati nell’operazione Strade Sicure una funzione di polizia giudiziaria, equivalente cioè a quella delle forze dell’ordine nell’identificare e fermare le persone. Su questo punto si è registrata una spaccatura tra i ministri Guido Crosetto e Matteo Salvini, di cui il comunicato del governo e la rassegna stampa danno conto senza riportarne i dettagli.

Il decreto arriva dopo settimane in cui le manifestazioni di piazza in diverse città italiane hanno prodotto scontri, a cui il governo risponde con un impianto normativo che combina inasprimento penale e rafforzamento della presenza militare nelle aree più critiche, Milano in testa. Resta da vedere come le nuove norme sul fermo preventivo esteso ai luoghi affollati verranno applicate nelle prossime manifestazioni, e se la rinuncia alla funzione di polizia giudiziaria per i militari sarà oggetto di un ritorno nei prossimi provvedimenti.

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