L'Ebola Bundibugyo arriva in Nigeria, primo caso in dodici anni
L'Organizzazione mondiale della sanità sostiene le autorità nigeriane dopo la conferma del primo caso di Ebola Bundibugyo nel paese; l'epidemia ha superato i 9.600 contagi in cinque paesi africani.
L’Organizzazione mondiale della sanità sta sostenendo le autorità sanitarie della Nigeria dopo la conferma del primo caso di malattia da virus Ebola Bundibugyo registrato nel paese. La paziente è una donna arrivata dall’Uganda, dove aveva viaggiato di recente, e ha manifestato i primi sintomi il 7 ottobre, quattro giorni dopo l’arrivo (AgenSIR).
La donna è stata ricoverata in una struttura sanitaria privata di Abuja l’11 ottobre e ha ricevuto conferma della diagnosi il 20 ottobre; si trova in isolamento e riceve assistenza medica (Mondosanità).
L’Oms invita i paesi della regione a mantenere alta la sorveglianza, ma non raccomanda restrizioni ai viaggi o agli scambi commerciali. Il virus Bundibugyo è una variante di Ebola per la quale non esistono ancora vaccini autorizzati (Quotidiano Sanità).
L’epidemia in corso ha già raggiunto cinque paesi, Kenya compreso oltre alla Nigeria, con oltre 9.600 contagi e 4.600 morti complessivi secondo i dati più recenti disponibili. La Nigeria è il quinto paese a rilevare il virus da quando l’epidemia è iniziata, un dato che segnala la capacità del patogeno di attraversare i confini nazionali attraverso gli spostamenti delle persone contagiate prima della comparsa dei sintomi.
Il caso nigeriano segue uno schema già osservato altrove nella regione: un viaggio da un’area colpita, un periodo di incubazione che precede la comparsa dei sintomi, e una diagnosi che arriva solo dopo giorni di assistenza in una struttura che inizialmente non aveva individuato la natura dell’infezione. L’assenza di un vaccino autorizzato contro la variante Bundibugyo resta, secondo quanto riportato dalle fonti sanitarie, uno dei limiti principali nella gestione di questa specifica epidemia, a differenza di quanto avviene per altre varianti del virus Ebola per cui esistono preparati approvati.
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