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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Esteri e Geopolitica · Apertura venerdì 23 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Kiev sotto i missili russi, il Cremlino apre a colloqui dopo il 10 novembre

Nella notte tra il 21 e il 22 ottobre nuovi attacchi su Kiev e un massiccio lancio di droni verso Mosca; sul piano diplomatico il Cremlino indica l'inizio di colloqui trilaterali con Stati Uniti e Ucraina non prima della metà di novembre.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di TimePRO TV su Pexels

Nelle 24 ore precedenti la notte tra il 21 e il 22 ottobre, i raid russi avevano già causato almeno nove morti e 56 feriti in tutta l’Ucraina, con Kiev colpita soprattutto da missili balistici contro infrastrutture di trasporto e sanitarie. La Russia ha impiegato in totale 210 droni contro il territorio ucraino in quelle ore.

Nella notte successiva l’attacco su Kiev è proseguito. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, 21 missili hanno preso di mira la capitale in tre ondate consecutive.

Il bilancio delle vittime si è aggiornato nel corso della giornata del 22 ottobre, con cifre diverse a seconda dell’ora e dell’ambito geografico della rilevazione. Il servizio pubblico tedesco Tagesschau, riportando le parole dello stesso Zelensky, ha parlato di 12 regioni ucraine colpite complessivamente, con almeno due morti e 34 feriti, tra cui cinque bambini. In precedenza, alle 7:55 del 22 ottobre, il servizio pubblico ucraino Suspilne Kyiv aveva diffuso un primo bilancio limitato alla sola capitale: un morto e almeno 22 feriti, quattro dei quali bambini, con danni accertati in sei distretti di Kiev. Le due rilevazioni riguardano momenti e perimetri diversi — la capitale nelle prime ore del mattino, l’intero Paese nel bilancio successivo — e vanno lette come aggiornamenti progressivi, non come dati in contraddizione tra loro.

Secondo il ministero della Difesa russo, gli obiettivi colpiti a Kiev hanno incluso uno stabilimento dell’industria aeronautica Antonov utilizzato per l’assemblaggio e impianti che producono i missili da crociera ucraini FP-5 Flamingo. Si tratta della versione fornita da Mosca sui propri obiettivi militari, non confermata da fonti indipendenti nel materiale disponibile.

La risposta ucraina ha preso la forma di un massiccio lancio di droni verso la Russia. Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha dichiarato che 630 droni erano diretti verso la regione della capitale russa nella stessa notte, con due persone rimaste ferite sul territorio moscovita.

Sul piano diplomatico, Vladimir Putin si è detto disponibile a riprendere i colloqui con l’Ucraina. Dagli Stati Uniti sono arrivati gli apprezzamenti dell’inviato Steve Witkoff per la liberazione del cittadino americano Stephen Hubbard, ottenuta da Mosca. Il Cremlino ha indicato che i colloqui trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina dovrebbero iniziare non prima del 10 novembre 2026.

Tra l’apertura a un possibile negoziato e gli attacchi incrociati delle ultime ore corre dunque un intervallo di almeno tre settimane, durante il quale entrambi i fronti mantengono l’iniziativa militare sul campo.

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