Petrolio ai massimi da mesi, le borse europee frenano sui timori Iran
Il Brent supera i 112 dollari al barile e il WTI si avvicina a 100 dollari, spinti da indiscrezioni su possibili nuovi attacchi contro l'Iran. Le piazze europee chiudono in rosso, con il gas sui massimi da dicembre 2022.
Il Brent è salito del 3,1% superando i 112 dollari al barile, mentre il greggio di riferimento statunitense, il WTI, ha guadagnato il 2,9% avvicinandosi ai 100 dollari. Lo riportano Il Mattino e Investing.com Italia, in una seduta che ha visto le borse europee chiudere in calo.
A Piazza Affari il Ftse Mib ha perso l’1,67%, mentre il prezzo del gas è rimasto sui massimi da dicembre 2022, sopra i 89 euro al megawattora, secondo i dati riportati da Il Mattino.
Dietro al rialzo del greggio ci sono indiscrezioni, riferite da Investing.com Italia, su possibili piani di Stati Uniti e Israele per nuovi attacchi contro l’Iran dopo le elezioni statunitensi di metà mandato del 3 novembre, oltre agli attacchi rivendicati dagli Houthi contro infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita. Si tratta al momento di indiscrezioni non confermate da fonti ufficiali statunitensi, israeliane o iraniane: nessuna delle parti coinvolte ha rilasciato dichiarazioni verificabili sui piani citati.
Il Mattino collega la tensione sui mercati energetici anche alla situazione nello stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto di greggio dal Golfo Persico, segnalando il rischio che l’aumento dei prezzi energetici si traduca in nuove pressioni inflazionistiche e in un possibile intervento delle banche centrali. Investing.com Italia osserva inoltre che la seduta negativa delle borse europee è stata frenata anche da un calo dei titoli tecnologici statunitensi, in una giornata segnata da più fattori concomitanti sui mercati.
Le due testate riportano cifre e circostanze coerenti tra loro ma la notizia dei piani di attacco resta, al momento, un’indiscrezione: nessuna fonte istituzionale o militare l’ha confermata pubblicamente. Il prossimo riferimento utile per valutare l’impatto sui mercati energetici sarà l’andamento delle quotazioni di Brent e WTI nelle sedute successive, insieme a eventuali comunicazioni ufficiali da Washington, Tel Aviv o Teheran.
Fonti: Il Mattino; Investing.com Italia
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