Ad Agrigento riemerge un quartiere di Akragas distrutto nel 406 a.C.
Gli scavi dell'Università di Milano nella Valle dei Templi riportano alla luce un intero quartiere dell'antica città greca, sepolto dalle macerie dell'assedio cartaginese.
Un intero quartiere dell’antica città greca di Akragas, rimasto sconosciuto per oltre duemila anni, sta tornando alla luce nel pianoro delle case Montana, nella Valle dei Templi di Agrigento. A riportarlo in superficie sono gli strati di macerie lasciati dall’assedio cartaginese del 406 a.C., l’evento che travolse la città.
Le scoperte arrivano dalla terza campagna di scavi condotta dall’Università degli Studi di Milano, diretta dalla professoressa Claudia Lambrugo, con la collaborazione dell’archeologa del Parco Maria Concetta Parello e il sostegno del Fai.
Sul pianoro sono state aperte due aree di scavo di circa dieci metri per dieci. Tra le strutture rinvenute figura un impianto in origine destinato a captare l’acqua di falda, poi riconvertito nel tempo: prima trasformato in ricovero per animali, quindi, nell’Ottocento, adattato a uso rurale. La stratificazione degli usi successivi racconta una storia del sito che va ben oltre l’epoca greca, fino a tempi molto più recenti.
La notizia proviene al momento da un’unica origine (Università degli Studi di Milano, Parco archeologico Valle dei Templi); non è disponibile allo stato una conferma indipendente dei dettagli della campagna di scavo.
Il ritrovamento si inserisce in un lavoro pluriennale sul sito, che la terza campagna ha permesso di approfondire concentrandosi su un’area rimasta fino a oggi inesplorata. Le due trincee aperte sul pianoro restano il punto di partenza per i prossimi interventi, che dovranno chiarire l’estensione complessiva del quartiere sepolto dall’assedio di oltre duemila anni fa.
L’assedio cartaginese del 406 a.C. segnò uno dei momenti più drammatici della storia della Sicilia greca: Akragas, allora tra le città più ricche e popolose del Mediterraneo antico, fu messa a ferro e fuoco dalle truppe di Cartagine nel quadro delle guerre greco-puniche che insanguinarono l’isola per oltre un secolo. Gli strati di distruzione individuati nel pianoro delle case Montana offrono ora un punto di osservazione diretto su quell’evento, permettendo di ricostruire non solo la fisionomia urbanistica del quartiere ma anche le fasi del suo abbandono e della sua successiva, parziale rioccupazione in epoche storiche distanti.
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