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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Tech & AI · Analisi venerdì 23 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Un'intelligenza artificiale di OpenAI individua due falle critiche in PHP

Le vulnerabilità, ribattezzate "php2shell", minacciano il linguaggio su cui si basa circa il 70% del web mondiale, da WordPress a Wikipedia; corsa ai ripari per aziende di sicurezza e governi.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di panumas nikhomkhai su Pexels

Circa il 70% del web a livello mondiale funziona grazie a PHP, il linguaggio che alimenta piattaforme come WordPress, Wikipedia e numerosi siti di commercio elettronico. Proprio in questo linguaggio sono state individuate due vulnerabilità, ribattezzate collettivamente “php2shell”, considerate tra le più critiche rilevate negli ultimi vent’anni.

A individuarle hanno contribuito i modelli di intelligenza artificiale di OpenAI. L’azienda ha riferito che il modello GPT-5.6 Sol ha aiutato a scoprire una delle due falle nell’ambito dell’iniziativa Patch the Planet. La società di sicurezza Wiz ha segnalato in modo indipendente entrambe le vulnerabilità, un elemento che rafforza l’attendibilità della scoperta al di là dell’annuncio della sola OpenAI.

Le due falle sono descritte come le più gravi mai individuate con il contributo dell’intelligenza artificiale. Si tratta di un dato che segna un cambio di passo nel modo in cui vengono scoperte le vulnerabilità informatiche su larga scala: non più soltanto ricercatori umani, ma sistemi automatizzati capaci di analizzare codice sorgente complesso e individuare punti deboli prima che vengano sfruttati da malintenzionati.

La società di sicurezza Cloudflare ha segnalato un’escalation di tentativi di attacco automatizzati nel giro di poche ore dalla divulgazione, mentre diversi governi hanno deciso di sospendere temporaneamente alcuni servizi online per mettere in sicurezza le proprie infrastrutture digitali. La rapidità della risposta istituzionale riflette la portata potenziale del problema: PHP non è confinato a pochi siti di nicchia, ma sostiene l’infrastruttura di gran parte del web globale, inclusi portali governativi e piattaforme di commercio elettronico con milioni di utenti quotidiani.

La combinazione tra la diffusione capillare di PHP e la rapidità con cui sono comparsi i primi tentativi di sfruttamento delle due vulnerabilità spiega la reazione immediata di operatori di sicurezza e amministrazioni pubbliche, chiamati a intervenire prima che le falle venissero sfruttate su larga scala contro siti e piattaforme che si appoggiano a questo linguaggio per funzionare. Il caso resta aperto sul fronte della distribuzione delle patch correttive sui milioni di installazioni interessate in tutto il mondo.

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