Tokyo entra tra i festival di cinema di serie A
La 39esima edizione del Tokyo International Film Festival ottiene la classificazione "A-list" della federazione mondiale dei produttori, raggiungendo Cannes, Berlino e Venezia. Il festival cresce anche nei numeri: 204 film contro i 183 dello scorso anno.
Il Tokyo International Film Festival, alla sua 39esima edizione dal 26 ottobre al 4-5 novembre, ottiene per la prima volta la classificazione “A-list” secondo il nuovo sistema di accreditamento della International Federation of Film Producers’ Associations (FIAPF), come riportano Wikipedia e Screen Daily. La federazione riunisce i festival che vantano requisiti organizzativi e di programmazione ritenuti equivalenti a quelli di Cannes, Berlino, Venezia, Locarno e San Sebastian.
La classificazione A-list non è un titolo onorifico isolato: comporta l’obbligo, per i festival che la detengono, di programmare in prevalenza anteprime mondiali o internazionali nei rispettivi concorsi principali. L’ingresso di Tokyo in questo club ristretto segnala un riposizionamento della manifestazione giapponese, che finora operava in una fascia intermedia rispetto ai grandi appuntamenti europei.
Il salto di categoria si accompagna a una crescita nei numeri della rassegna, che quest’anno programma 204 film contro i 183 dell’edizione 2025, secondo i dati riportati dalle stesse fonti. Il concorso principale conta 15 titoli, tra cui “The Canary’s Lullaby” del regista taiwanese-giapponese Akira Ikeda e “Red Before Dawn” dell’indonesiano Garin Nugroho — una selezione che conferma la vocazione del festival come piattaforma per il cinema asiatico, area in cui Tokyo gioca un ruolo che nessun festival europeo può replicare per prossimità geografica e culturale.
Il film di apertura, “Sukiyaki” di Zeze Takahisa, ricostruisce la storia dietro la celebre canzone pop interpretata da Kyu Sakamoto; la chiusura spetta a “Colony” del regista sudcoreano Yeon Sang-ho. Novità di quest’anno è anche il primo premio per il miglior film nella sezione Nippon Cinema Now, affidato a una giuria mista di esperti giapponesi e internazionali, un ulteriore segnale della volontà del festival di aprirsi a uno sguardo non solo locale sulla produzione nazionale.
La federazione FIAPF non pubblica motivazioni dettagliate caso per caso per l’attribuzione della classificazione A-list; l’informazione sull’ingresso di Tokyo nel 2026 risulta al momento riportata da entrambe le fonti consultate senza ulteriori dettagli procedurali.
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