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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Economia e Mercati · Apertura lunedì 26 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La Borsa di San Paolo sospende gli scambi dopo la vittoria di Lula

Il Bovespa crolla del 15,6% e il real si indebolisce bruscamente: è la prima attivazione del meccanismo di sospensione automatica delle contrattazioni dal marzo 2020.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Aaron Hairston su Pexels

La riconferma di Luiz Inácio Lula da Silva alla presidenza del Brasile ha prodotto una reazione immediata e violenta sui mercati finanziari del Paese. Secondo i dati riportati da MilanoFinanza, l’indice azionario Bovespa è crollato del 15,6% dopo la vittoria del presidente uscente al ballottaggio di domenica, mentre il real si è indebolito bruscamente rispetto al dollaro.

L’entità del ribasso ha spinto la Borsa brasiliana ad attivare il meccanismo di sospensione automatica delle contrattazioni, noto come circuit breaker, che blocca temporaneamente gli scambi di azioni, derivati e titoli di debito privato. Secondo il quotidiano Folha de S.Paulo, si tratta del primo ricorso allo strumento dal marzo 2020: un’interruzione che non si registrava da oltre sei anni sulla piazza di San Paolo.

La sospensione è scattata lunedì 26 ottobre, il giorno successivo al voto che ha assegnato a Lula il 51,78% dei consensi (64.241.049 voti) contro il 48,22% di Flávio Bolsonaro (59.818.719 voti), con il 99,98% delle urne scrutinate secondo i dati del Tribunal Superior Eleitoral diffusi da O Globo. Le astensioni si sono fermate al 19,22% e i voti nulli al 2,12%.

Il circuit breaker, per come lo descrive Folha de S.Paulo, non chiude le contrattazioni in modo definitivo ma ne sospende temporaneamente l’operatività su azioni, strumenti derivati e titoli di debito privato, fino a quando le condizioni di mercato non si stabilizzano abbastanza da consentire la ripresa degli scambi. È un meccanismo pensato per contenere le vendite più brusche, non per prevenirle.

Resta da vedere nelle prossime sedute se il calo del Bovespa e l’indebolimento del real si confermeranno o se i mercati assorbiranno la notizia della rielezione. Per ora l’unico dato disponibile è quello di lunedì: un crollo del 15,6% e la prima sospensione delle contrattazioni dal marzo 2020.

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