Salvini riconfermato alla guida della Lega, rilancia lo stop alle armi per Kiev
Il congresso del partito lo elegge segretario con 465 voti contro i 146 dello sfidante Massimo Garavaglia; Salvini torna a chiedere la fine dell'invio di armi all'Ucraina.
Matteo Salvini resta alla guida della Lega. Il congresso del partito lo ha riconfermato segretario con 465 voti, mentre lo sfidante Massimo Garavaglia si è fermato a 146 preferenze. Il risultato chiude una fase congressuale che aveva visto Garavaglia presentarsi come alternativa interna alla leadership di Salvini, senza riuscire a intaccarne in modo significativo il consenso tra i delegati.
Nel suo intervento al congresso, Salvini ha ribadito la richiesta di fermare l’invio di armi all’Ucraina, tornando su un tema che il segretario della Lega ha più volte sollevato negli ultimi mesi in contrasto con la linea atlantista di altri partner di governo. La riconferma gli consente di riproporre questa posizione con il peso di una leadership di partito appena rinnovata, in un momento in cui la discussione sul sostegno militare a Kiev resta aperta tra le forze della maggioranza.
Il clima del congresso è stato segnato anche da un episodio legato alla gestione della stampa durante i lavori. Lo stesso Salvini ha rivendicato la scelta di tenere fuori i giornalisti da alcune fasi dell’evento:
«Ho chiesto io di tenere fuori i giornalisti, sono servi» — Matteo Salvini, segretario della Lega
L’episodio si colloca in un congresso che ha comunque consegnato un margine di voti ampio e netto tra i delegati, un dato che consolida la posizione di Salvini all’interno del partito proprio mentre la maggioranza di governo discute i dossier più delicati dell’agenda autunnale, a partire dalla politica estera verso Mosca e Kiev.
Il divario tra i 465 voti raccolti da Salvini e i 146 andati a Garavaglia resta, al momento, il dato politico più aggiornato sullo stato dei rapporti interni alla Lega e sul peso delle correnti che si riconoscono nelle due aree congressuali.
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