Uno studio Neuromed-Sapienza indaga i mitocondri nella schizofrenia
La ricerca, condotta su modelli animali e pubblicata sulla rivista Mitochondrion, rileva differenze tra maschi e femmine nella funzionalità mitocondriale.
Una ricerca condotta dall’IRCCS Neuromed di Pozzilli insieme alla Sapienza Università di Roma ha analizzato, su modelli animali, un ampio insieme di proteine coinvolte nella produzione di energia cellulare e nei meccanismi attraverso cui i mitocondri cambiano forma, vengono rinnovati e mantenuti nel tempo. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista scientifica Mitochondrion.
Lo studio ha evidenziato alterazioni che riguardano diversi aspetti della funzionalità mitocondriale, con differenze rilevate tra esemplari maschi e femmine. La notizia proviene al momento da un’unica origine (Zonalocale); nessuna conferma indipendente è al momento disponibile su ulteriori dettagli della ricerca.
Si tratta di una ricerca condotta su modelli animali, non su soggetti umani: un limite che va tenuto presente nel valutare la trasferibilità dei risultati alla condizione umana della schizofrenia. Il dossier a disposizione non riporta la dimensione del campione utilizzato né eventuali conflitti di interesse dichiarati dagli autori, elementi che restano quindi non verificabili allo stato attuale. Non è inoltre specificato, nel materiale disponibile, quali specifiche linee cellulari o specie animali siano state impiegate nello studio, né la durata degli esperimenti condotti dai due centri di ricerca.
Lo studio si colloca nell’ambito della ricerca di base sui meccanismi biologici associati alla schizofrenia e non formula, né nella sintesi disponibile né nei materiali consultati, alcuna indicazione terapeutica o applicazione clinica immediata. La distinzione tra correlazione e causa resta, in questa fase della ricerca, un punto aperto: le alterazioni mitocondriali osservate sono descritte come associate alla condizione modellizzata, non necessariamente come sua causa diretta.
Resta, al momento, un lavoro di caratterizzazione delle alterazioni mitocondriali osservate nei modelli animali impiegati dai due centri di ricerca, che potrà costituire la base per studi successivi volti a verificarne la rilevanza anche in contesti differenti da quello sperimentale attuale.
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