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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Europa · Analisi martedì 27 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Serbia, la Lista degli Studenti chiude 14 anni di potere di Vucic

Il movimento nato dalle proteste studentesche ottiene il 52% dei voti e tra 135 e 140 seggi su 250; l'ex presidente riconosce la sconfitta del Partito progressista serbo con l'affluenza più alta dall'indipendenza del Paese.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di K su Pexels

La Lista degli Studenti ha vinto le elezioni parlamentari in Serbia, completando una trasformazione che fino a pochi anni fa sembrava impensabile: da movimento di protesta nato nelle università a principale forza politica del Paese. Lo riportano concordemente Euronews e il portale EUnews, due origini indipendenti che confermano lo stesso quadro di risultati preliminari.

Secondo questi dati, la Lista degli Studenti dovrebbe ottenere tra 135 e 140 seggi su un totale di 250, una maggioranza netta e sufficiente, da sola, a formare il nuovo governo senza bisogno di alleanze complesse con altre forze parlamentari. È un margine che lascia pochi dubbi sulla direzione del voto, a differenza di quanto sta accadendo nello stesso giorno in altre consultazioni nel mondo.

Il dato forse più significativo della giornata elettorale serba riguarda la partecipazione: l’affluenza alle urne si è attestata a circa il 64,9%, la più alta registrata dall’indipendenza della Serbia dalla ex Jugoslavia. Un numero che racconta, prima ancora dei seggi, la portata della mobilitazione attorno a queste elezioni anticipate.

A certificare la svolta è stato lo stesso avversario sconfitto. Aleksandar Vucic, che guidava il Partito progressista serbo da quattordici anni al potere, ha riconosciuto la sconfitta della sua formazione subito dopo la chiusura delle urne. «Riconosco la vittoria degli studenti», ha dichiarato l’ex presidente, in un intervento che chiude senza ambiguità una fase politica che si era aperta oltre un decennio fa.

Il passaggio dalla piazza alle istituzioni compiuto dalla Lista degli Studenti segna un precedente non scontato nel panorama dei movimenti di protesta europei: raramente una mobilitazione nata fuori dai partiti tradizionali riesce a trasformarsi, nell’arco di una sola tornata elettorale, in una maggioranza parlamentare autosufficiente. Il margine di 135-140 seggi su 250 indicato dai risultati preliminari supera nettamente la soglia della maggioranza assoluta, lasciando alla nuova forza di governo un ampio margine di manovra nella formazione dell’esecutivo.

Resta da vedere, nelle prossime settimane, come la Lista degli Studenti tradurrà in governo una maggioranza nata da una mobilitazione di piazza piuttosto che da un apparato di partito consolidato: un passaggio che i risultati definitivi, attesi nei prossimi giorni, contribuiranno a chiarire nei suoi dettagli numerici.

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