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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Italia · Analisi mercoledì 28 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Manovra da 23,5 miliardi, decreto bollette e fondo da 100 euro l'anno per i neonati

Il Consiglio dei ministri ha esaminato mercoledì il disegno di legge di Bilancio 2027 insieme a un decreto sui costi energetici, alla riforma dell'artigianato e a un fondo previdenziale per i nuovi nati.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Giuseppe Di Maria su Pexels

Il Consiglio dei ministri, convocato mercoledì 28 ottobre alle 15 a Palazzo Chigi, ha esaminato il disegno di legge di Bilancio 2027-2029, che vale complessivamente 23,5 miliardi di euro. Tra le misure previste figurano una mini-Irpef per i giovani, una riduzione delle tasse sugli affitti e una card dedicata alle spese sanitarie degli anziani.

Resta aperta fino all’ultimo la trattativa su uno dei punti più discussi del provvedimento: l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% per i redditi sopra i 50mila euro, proposta da Forza Italia e non ancora definita nel testo approvato. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha sintetizzato così l’impostazione della manovra: «Il governo porterà a casa quello che è possibile, non l’impossibile».

Nella stessa riunione il Cdm ha varato un decreto legge con disposizioni urgenti per ridurre il costo dell’energia elettrica e del gas per famiglie e imprese. È stata inoltre approvata la riforma della legge quadro sull’artigianato, che aggiorna una normativa risalente al 1985.

Tra i provvedimenti compare anche un fondo denominato “nuovi nati”, strutturato come fondo previdenziale: a partire dal 2027 lo Stato verserà 100 euro l’anno per ogni neonato, fino al compimento dei 18 anni. La misura nasce da una proposta dello stesso Giorgetti ed è condivisa da tutti gli alleati di governo, secondo quanto riferito nella stessa seduta.

Il pacchetto approvato mercoledì tiene insieme tre livelli diversi di intervento pubblico: la manovra di bilancio vera e propria, un decreto a effetto più immediato sui costi energetici e una riforma strutturale di un settore produttivo, l’artigianato, la cui disciplina di riferimento non veniva aggiornata da oltre quattro decenni. Il nodo dell’aliquota al 33% sopra i 50mila euro resta la variabile ancora da sciogliere nel passaggio parlamentare della manovra.

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