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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Europa · Analisi mercoledì 28 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Serbia, la Lista studentesca pone fine a 14 anni di potere di Vučić

Alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre il movimento nato dalle proteste studentesche ha superato il partito del presidente uscente. L'Ue parla di mandato popolare per il cambiamento.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Pham Ngoc Anh su Pexels

Le elezioni parlamentari anticipate che si sono tenute in Serbia domenica 25 ottobre hanno segnato la fine di 14 anni di potere di Aleksandar Vučić. La Lista studentesca, il movimento nato dalle mobilitazioni degli ultimi mesi, ha ottenuto circa il 53,5% dei voti e 141 seggi su 250, contro il 39,6% e 103 seggi della lista guidata dallo stesso Vučić.

L’affluenza alle urne è stata del 68,95%, circa dieci punti percentuali in più rispetto alle elezioni del 2023. Un dato che segnala una mobilitazione elettorale superiore alla media delle ultime consultazioni serbe e che ha accompagnato un risultato considerato netto per l’ampiezza dello scarto tra i due schieramenti principali.

Vučić ha riconosciuto la sconfitta in diretta televisiva, chiudendo pubblicamente un ciclo politico durato 14 anni al potere. Il passaggio di consegne arriva dopo mesi segnati da proteste diffuse nel Paese, lo stesso movimento che ha dato il nome alla lista ora vincitrice.

A due giorni dal voto, l’Unione europea ha preso posizione sul risultato. L’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, e la commissaria per l’Allargamento, Marta Kos, hanno diffuso il 28 ottobre una dichiarazione congiunta attraverso il Servizio europeo per l’azione esterna. Le due hanno scritto: «Gli elettori hanno dato al prossimo governo un forte mandato per il cambiamento» (trad. dall’inglese).

La dichiarazione comunitaria lega esplicitamente l’alta affluenza al risultato elettorale, presentandolo come segnale di una domanda popolare di cambiamento che il nuovo governo sarà chiamato a tradurre in atti concreti. Il passaggio dalla protesta di piazza alla rappresentanza parlamentare, con 141 seggi su 250 a disposizione della Lista studentesca, pone ora la formazione di fronte al compito di costituire una maggioranza di governo dopo aver vinto le elezioni con un margine di oltre tredici punti percentuali sul partito di Vučić.

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