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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Economia e Mercati · Analisi giovedì 29 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La Fed lascia i tassi fermi al 3,75%-4% a una settimana dal voto

Il Fomc ha votato 10 a 2 per mantenere i tassi invariati, con due dissensi a favore di un rialzo. Warsh nega qualsiasi influenza delle elezioni di midterm sulla decisione.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Mark Stebnicki su Pexels

Il Comitato federale per il mercato aperto ha confermato il 28 ottobre il tasso sui federal funds nella forchetta 3,75%-4%, con un voto interno di 10 a 2. L’esito arriva a pochi giorni dalle elezioni di midterm statunitensi, fissate per il 3 novembre.

I due voti contrari sono arrivati dalla governatrice Lisa Cook e dalla presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack, entrambe schierate per un aumento di 25 punti base. Per Cook si tratta del primo dissenso dal suo arrivo in Fed nel 2022, un segnale di divisioni interne nella lettura dei dati più accentuate rispetto alle riunioni precedenti.

Il comunicato diffuso al termine dell’incontro indica che l’inflazione resta sopra l’obiettivo del 2% e che il Comitato attende ulteriori dati prima di muoversi ancora sulla politica monetaria. La formulazione lascia aperta la possibilità di interventi futuri, senza indicare in quale direzione.

Il presidente della Fed Kevin Warsh si è soffermato sulla tempistica della decisione, arrivata a ridosso del voto di midterm. «La politica non ha avuto alcun ruolo nella decisione», ha dichiarato, respingendo l’idea di un’influenza elettorale sulle scelte del Comitato.

Mantenere i tassi fermi, nonostante le pressioni interne per un rialzo, lascia il costo del denaro statunitense nella stessa fascia precedente alla riunione. Resta da vedere se i prossimi dati sull’inflazione sposteranno la maggioranza del Fomc verso un cambio di rotta, o se la spaccatura emersa in questa riunione si ripeterà negli incontri successivi. Il dissenso di Cook, in particolare, segna un precedente che gli osservatori del mercato monetario statunitense seguiranno con attenzione nelle prossime settimane, in un contesto in cui il bilancio tra lotta all’inflazione e sostegno alla crescita resta al centro del dibattito interno alla banca centrale.

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