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Ordine di grandezza venerdì 30 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La soglia dei 1,5 gradi si avvicina: da marzo 2045 a febbraio 2034

Un'analisi del Copernicus Climate Change Service, pubblicata nell'ottavo anniversario dell'Accordo di Parigi, mostra che il traguardo del riscaldamento globale stimato nel 2015 arriva oggi con undici anni di anticipo rispetto alla proiezione originale.

Quando l’Accordo di Parigi fu firmato nel dicembre 2015, le proiezioni dell’epoca indicavano il raggiungimento della soglia di 1,5°C di riscaldamento globale entro marzo 2045. Undici anni dopo, l’applicazione di monitoraggio del trend di temperatura globale del Copernicus Climate Change Service stima che quella stessa soglia rischi di essere raggiunta entro febbraio 2034.

L’analisi, pubblicata il 29 ottobre nell’ottavo anniversario della firma dell’Accordo di Parigi, si basa sui dati del dataset ERA5, l’insieme di osservazioni rielaborate su cui il servizio Copernicus costruisce le proprie serie storiche di temperatura.

Lo scarto tra le due date — marzo 2045 nella proiezione del 2015, febbraio 2034 nella stima attuale — è la misura più diretta di quanto il ritmo del riscaldamento osservato si sia discostato dalle traiettorie previste al momento della firma dell’accordo. Non si tratta di una data fissata con certezza, ma di una proiezione costruita sul trend recente: lo strumento di Copernicus parla esplicitamente di un rischio di superamento entro quella data, non di un evento già determinato.

A sostenere la plausibilità di un’accelerazione nel breve periodo, il servizio segnala un dato su settembre 2026: per il secondo mese di fila nel corso dell’anno, le temperature globali hanno superato di oltre 1,5°C i livelli preindustriali, collocando il mese al secondo posto tra i settembre più caldi mai registrati.

Il confronto tra le due proiezioni — quella del 2015 e quella del 2026 — resta quindi l’elemento centrale di questa analisi: undici anni di differenza tra la data attesa al momento della firma dell’Accordo di Parigi e quella calcolata oggi sulla base del trend osservato fino a settembre 2026.

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