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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Italia · Analisi venerdì 30 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Sciopero, copertoni in fiamme al porto di Genova e letame davanti al Comune di Torino

Nella giornata di mobilitazione dell'Usb, nuovi episodi a Genova e Torino si aggiungono ai cortei in oltre 50 città; il servizio ferroviario resta regolare dopo la revoca dello sciopero di settore.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Mousse K su Pexels

A Genova sono stati bruciati copertoni al varco portuale Albertazzi nella mattinata di venerdì 30 ottobre, nell’ambito della mobilitazione nazionale proclamata dall’Usb. Il presidio dei portuali era previsto dalle 9:30 proprio al varco Albertazzi, mentre il concentramento delle altre categorie in corteo era fissato dalle 10 davanti alla stazione di Genova Principe. Secondo quanto riferito dalla redazione Rai Tgr Liguria, al corteo genovese si sono uniti anche alcune migliaia di studenti e lavoratori.

A Torino la protesta ha assunto un’altra forma: alcuni agricoltori hanno rovesciato due bidoni di letame in piazza Palazzo di Città, davanti alla sede del Comune, come gesto dimostrativo nell’ambito della stessa giornata di mobilitazione.

Le due iniziative si inseriscono nello sciopero generale di 24 ore proclamato dall’Unione sindacale di base contro carovita, salari bassi e riarmo, già in corso dalla mattina con manifestazioni annunciate in oltre 50 città italiane, da Bolzano a Cagliari, da Pesaro a Lecce. A Roma il corteo si è fermato davanti al ministero dei Trasporti per protestare contro il vicepremier e ministro Matteo Salvini.

Sul fronte ferroviario si registra uno sviluppo rispetto a quanto previsto in mattinata: la Commissione di Garanzia ha rilevato il mancato rispetto della finestra oraria prevista per lo sciopero di categoria, che è stato di conseguenza revocato. Trenitalia, Italo e Trenord hanno viaggiato con l’orario ordinario per l’intera giornata, senza le limitazioni inizialmente previste nel comparto ferroviario.

Tra gli slogan del corteo romano, uno striscione dell’Usb recitava: «Noi produciamo ricchezza, voi ladri di futuro».

La giornata di mobilitazione, nata come risposta alle politiche di riarmo e alla perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni, si è dunque tradotta in forme di protesta differenziate per territorio: blocchi e roghi simbolici nei porti, gesti dimostrativi davanti alle istituzioni locali, cortei di massa nelle grandi città, mentre il trasporto su rotaia è rimasto regolare per la revoca della componente ferroviaria dello sciopero.

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