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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Economia e Mercati · Analisi venerdì 30 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Pil italiano fermo nel terzo trimestre, Piazza Affari la peggiore d'Europa

La stima preliminare Istat registra una crescita tendenziale in rallentamento allo 0,8%; nello stesso giorno Milano perde oltre un punto percentuale, penalizzata dal comparto tecnologico.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Hanna Pad su Pexels

La stima preliminare diffusa da Istat il 30 ottobre indica che il Pil italiano è rimasto invariato nel terzo trimestre 2026 rispetto al trimestre precedente. Su base tendenziale, il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,8% rispetto al terzo trimestre 2025, un ritmo in rallentamento rispetto al +1,0% registrato nel secondo trimestre dell’anno.

Il valore aggiunto è aumentato nei servizi e in agricoltura, mentre è diminuito nell’industria. Istat segnala inoltre che la crescita acquisita per l’intero 2026, corretta per gli effetti di calendario, si attesta allo 0,8%. Un elemento tecnico va tenuto presente nel leggere il dato: il terzo trimestre ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Lo stesso giorno la Borsa di Milano ha chiuso la seduta come la peggiore d’Europa. A metà giornata il listino aveva già perso l’1,03%, penalizzato dal calo dei titoli del settore tecnologico. Il Ftse Mib è sceso sotto i 49.500 punti, con lo spread tra Btp e Bund salito oltre i 118 punti.

Il quadro europeo resta comunque disomogeneo: le altre piazze del continente hanno aperto la seduta in modo contrastato, con Francoforte in calo dello 0,27% e Madrid dello 0,65%, mentre Londra è salita dello 0,56%. A livello di area euro, il Pil nel suo complesso è cresciuto dello 0,4% nel terzo trimestre, un ritmo superiore a quello italiano.

Il combinato tra un’economia nazionale ferma e un listino in forte calo nello stesso giorno segnala una divergenza tra l’andamento macroeconomico italiano, sostanzialmente stabile, e la reazione dei mercati finanziari, più marcata dal comparto tecnologico che dai dati sulla crescita. Il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi resta sopra i 118 punti, un livello che misura la percezione del rischio sul debito pubblico italiano rispetto a quello tedesco.

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