Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Europa · Analisi sabato 31 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Bruxelles vuole una Frontex più grande: fino a 30mila agenti per frontiere e rimpatri

La Commissione europea ha presentato una riforma che punta a fare dell'agenzia Frontex il perno unico della gestione delle frontiere esterne e dei rimpatri nell'Unione. La notizia proviene al momento da un'unica origine; nessuna conferma indipendente disponibile.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Mark Stebnicki su Pexels

La Commissione europea ha proposto una riforma strutturale di Frontex, l’agenzia per la guardia di frontiera e costiera europea. A presentarla è stato il commissario per gli Affari interni Magnus Brunner. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’agenzia nell’attore centrale dell’Unione per la gestione delle frontiere esterne e per l’esecuzione dei rimpatri di cittadini di paesi terzi privi di titolo di soggiorno.

Il punto più concreto del piano riguarda i numeri: il contingente permanente di Frontex dovrebbe salire fino a 30.000 agenti, attraverso una nuova Riserva europea di frontiera e di rimpatrio. Si tratta di una cifra che, se confermata nell’iter legislativo, rappresenterebbe un salto dimensionale rispetto all’attuale capacità operativa dell’agenzia, nata nel 2004 come struttura di coordinamento e ampliata più volte negli anni successivi proprio per rispondere alle pressioni migratorie sui confini esterni dell’Unione.

Accentrare le competenze sui rimpatri in capo a un’agenzia unica significa, in pratica, ridurre il margine di autonomia operativa degli Stati membri su una materia che finora è rimasta largamente nelle mani delle amministrazioni nazionali. È un punto su cui, in sede di negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio, si misureranno sia le resistenze dei governi più gelosi delle proprie prerogative sia le obiezioni delle organizzazioni che da anni denunciano le condizioni in cui Frontex opera alle frontiere.

Allo stato attuale la proposta è una base negoziale della Commissione, non un testo approvato: dovrà passare al vaglio di Parlamento europeo e Consiglio, dove numeri e meccanismi potranno essere modificati. Questa testata segnala che la notizia proviene al momento da un’unica origine (l’agenzia Dire); non è stato possibile reperire una conferma indipendente della proposta né dei dettagli numerici riportati. L’articolo sarà aggiornato qualora emergano fonti ulteriori, a partire dal testo stesso della proposta della Commissione.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore