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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Esteri e Geopolitica · Analisi sabato 31 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Sudan, l'infanzia sotto i droni: oltre 400 minori uccisi o feriti nel 2026

L'Unicef registra più di 400 bambini uccisi o feriti in Sudan tra gennaio e settembre. Un nuovo attacco con droni su un mercato di Nyala, in Darfur, ha ucciso almeno cinque minori il 26 ottobre.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Mikhail Nilov su Pexels

Il Sudan continua a essere, per i più piccoli, uno dei luoghi più pericolosi del pianeta. Secondo i dati diffusi dall’Unicef, tra gennaio e settembre 2026 sono stati segnalati oltre 400 bambini uccisi o feriti nel Paese, in un conflitto che da mesi colpisce con particolare violenza le regioni del Darfur e del Kordofan.

L’ultimo episodio documentato risale al 26 ottobre, quando un attacco con droni armati ha colpito un mercato a Nyala, nel Darfur meridionale. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, l’attacco ha ucciso almeno cinque bambini di età compresa tra i 7 e i 14 anni e ne ha feriti altri due. Una settimana prima, il 19 ottobre, un altro raid con droni contro un mercato di Abyei aveva provocato almeno 80 morti, tra cui donne e bambini, secondo quanto riportato dall’Unicef.

La ripetizione di attacchi contro mercati, luoghi affollati per definizione e privi di qualunque funzione militare dichiarata, delinea uno schema che l’organizzazione segnala da mesi: la vita quotidiana civile come bersaglio ricorrente, non come effetto collaterale. Etleva Kadilli, direttrice regionale dell’Unicef per l’Africa orientale e meridionale, ha sintetizzato la situazione affermando che «anche gli aspetti più ordinari della vita quotidiana stanno diventando sempre più pericolosi» per i bambini sudanesi.

Il conflitto sudanese, che contrappone l’esercito regolare alle Forze di supporto rapido, è entrato ormai nel suo quarto anno senza una soluzione negoziale credibile all’orizzonte. Le cifre sui minori coinvolti, se confermate nel tempo da altre fonti, collocherebbero il 2026 tra gli anni più letali per l’infanzia sudanese dall’inizio delle ostilità. Va però segnalato un limite del quadro informativo disponibile: la notizia proviene al momento da un’unica origine, un comunicato Unicef ripreso dall’agenzia AgenSIR; non esiste al momento una conferma indipendente dei dati complessivi né della dinamica specifica dell’attacco di Nyala. Organizzazioni umanitarie internazionali operano in condizioni di accesso molto limitato nelle aree di conflitto, un fattore che rende difficile una verifica sul terreno da parte di soggetti terzi.

Resta comunque il fatto che gli attacchi con droni contro aree di mercato si sono ripetuti due volte in due settimane, con un bilancio umano che nel solo episodio di Abyei ha superato le 80 vittime. La frequenza e la natura degli obiettivi colpiti — luoghi di approvvigionamento alimentare, non installazioni militari — sono elementi che qualunque futura verifica indipendente dovrà necessariamente considerare, insieme al conteggio complessivo dei minori coinvolti nel conflitto nel corso dell’anno.

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