Selloff sui titoli tecnologici: Intel perde un terzo del valore, Piazza Affari tra i listini in calo
Il comparto dei semiconduttori trascina giù Wall Street dopo i conti trimestrali di Amazon e Intel; il Brent sale e spinge al rialzo i petroliferi europei, Eni ed Eni in testa.
Una storia non raccontata questa mattina: nella seduta del 30 ottobre i listini europei, con Piazza Affari in testa fra i cali, hanno accompagnato un’ondata di vendite che a Wall Street si è concentrata sul comparto tecnologico. Il Nasdaq è crollato del 3%, toccando i minimi da quasi tre mesi, secondo un’elaborazione su dati di mercato. Il dato proviene al momento da un’unica fonte; nessuna conferma indipendente ulteriore è disponibile.
A pesare di più sono stati i conti trimestrali di Amazon e Intel. Intel ha perso fra il 29 e il 30% del proprio valore in Borsa, bruciando oltre 120 miliardi di capitalizzazione in una sola seduta. Il movimento ribassista era partito già giovedì, con il crollo del 12% di Alphabet, e si è esteso venerdì ad altri produttori di semiconduttori: Advanced Micro Devices ha perso l’11%, Nvidia il 4%, Broadcom il 5%. Il filo conduttore delle vendite sono i timori degli investitori sulla sostenibilità degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale annunciati dalle grandi società tecnologiche.
| Titolo/indice | Variazione |
|---|---|
| Nasdaq | -3% (minimi da tre mesi) |
| Intel | -29/-30% |
| Alphabet (giovedì) | -12% |
| Advanced Micro Devices | -11% |
| Nvidia | -4% |
| Broadcom | -5% |
| Brent | +13% |
| Eni | +13% |
| Snam | +10% |
Il contraccolpo sui mercati energetici è andato nella direzione opposta rispetto ai titoli tecnologici: i prezzi del greggio sono saliti, con il Brent in rialzo del 13%, trascinando al rialzo i titoli petroliferi europei. A Piazza Affari ne hanno beneficiato Eni, in crescita del 13%, e Snam, salita del 10%, mentre il resto del listino italiano ha risentito del clima generale di cautela sui tecnologici.
La seduta del 30 ottobre lascia dunque un quadro diviso: perdite pesanti e concentrate sui titoli legati ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale, guadagni sui titoli energetici spinti dal rialzo del petrolio.
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