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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Cultura · Analisi sabato 31 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Tre mostre, tre epoche: da Roma a Bologna il weekend fra arte contemporanea e archeologia

Al Museo delle Mura apre 'Correnti Sotterranee', alle Uccelliere Farnesiane prosegue 'Saffo', a Palazzo Belloni una mostra immersiva ricostruisce la scoperta della tomba di Tutankhamon.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Boris Hamer su Pexels

Una storia che il mattino non aveva raccontato: tre mostre aprono o proseguono in queste settimane fra Roma e Bologna, secondo quanto riporta Revenews Arts. La notizia proviene al momento da un’unica fonte consultata per l’insieme delle informazioni; nessuna conferma indipendente ulteriore è disponibile.

Dal 31 ottobre il Museo delle Mura di Roma ospita la mostra ‘Correnti Sotterranee’, visitabile fino al 31 gennaio 2027. L’esposizione si inserisce nel calendario delle iniziative culturali della Capitale legate alla valorizzazione del patrimonio cittadino negli spazi del Museo, ricavato nelle antiche mura difensive della città.

Sul Palatino, nel Parco archeologico del Colosseo, prosegue intanto la mostra ‘Saffo’, aperta dal 15 ottobre e visitabile fino al 31 gennaio 2027 nelle Uccelliere Farnesiane. La rassegna, curata da Silvia Romani, è dedicata alla poetessa greca, descritta nel materiale diffuso dal Parco archeologico come l’unica grande voce femminile sopravvissuta della letteratura greca arcaica. Si tratta di un approfondimento raro per un’autrice di cui restano solo frammenti, in un allestimento pensato per restituire al pubblico un contesto storico altrimenti poco accessibile.

A Bologna, Palazzo Belloni ospita da inizio ottobre una mostra immersiva dedicata a Tutankhamon, che ricostruisce la scoperta della tomba del faraone attraverso oltre cento riproduzioni certificate dei reperti, scenografie e strumenti di realtà virtuale. L’esposizione fa rivivere la scoperta del 1922 compiuta dall’archeologo Howard Carter, uno degli episodi più noti della storia dell’archeologia moderna. All’apertura del 3 ottobre ha partecipato l’egittologo Zahi Hawass, figura di riferimento internazionale negli studi sull’Egitto antico e già responsabile delle antichità egizie.

Le tre rassegne coprono archi cronologici molto distanti fra loro — dall’Egitto del faraone bambino alla poesia greca arcaica, fino a un allestimento contemporaneo nel cuore di Roma — e condividono una finestra temporale sovrapposta, con chiusura fissata per quasi tutte a fine gennaio 2027. Un calendario che, nello stesso autunno, mette fianco a fianco tre modi diversi di raccontare il passato: la riproduzione tecnologica, la curatela filologica e la valorizzazione di uno spazio urbano storico.

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