Tokyo riapre la stagione dei grandi festival con Godzilla e un premio alla storia del cinema
La 39ª edizione del Tokyo International Film Festival, dal 26 ottobre al 4 novembre, punta su un nuovo riconoscimento dedicato alla distribuzione internazionale e su un programma che intreccia blockbuster locali e cinema d'autore europeo.
Il Tokyo International Film Festival ha aperto la sua 39ª edizione il 26 ottobre, con cerimonia allo Hulic Hall Tokyo di Yurakucho, dando il via a dieci giorni di proiezioni distribuite tra i quartieri di Hibiya, Yurakucho, Marunouchi e Ginza, fino al 4 novembre (sito ufficiale TIFF).
La scelta dell’opera centrale, ‘Godzilla-0.0’, presentato come seguito del film che aveva vinto l’Oscar per gli effetti visivi, segnala la linea editoriale del festival: tenere insieme il cinema di genere giapponese, capace di richiamo internazionale, e una programmazione che include anteprime d’autore. Tra queste figurano il film premiato con la Palma d’oro firmato da Cristian Mungiu e ‘El ser querido’, con Javier Bardem, inserito nella sezione Gala Selection (Cula).
La novità di questa edizione è l’istituzione del premio Kawakita Kashiko, assegnato per la prima volta e vinto dalla giapponese Sahoko Hata. Il riconoscimento prende il nome dalla storica distributrice a cui si deve l’introduzione in Giappone di titoli come ‘Fino all’ultimo respiro’ e ‘Delitto in pieno sole’: un premio che guarda non alla produzione ma al lavoro, spesso meno visibile, di chi porta il cinema straniero oltre i propri confini linguistici e commerciali (TIFF - News).
Il contesto istituzionale conta: il Tokyo International Film Festival è classificato dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Produttori Cinematografici come festival di categoria A, lo stesso livello riservato a manifestazioni come Cannes, Venezia e Berlino (sito ufficiale TIFF). È una classificazione che riguarda il formato della competizione, non la sua visibilità mediatica in Occidente, dove il festival resta meno coperto rispetto agli appuntamenti europei: un disallineamento tra peso formale e attenzione internazionale che accompagna da anni le edizioni di Tokyo.
Il programma 2026, con dieci giorni di proiezioni in quattro quartieri centrali della capitale giapponese, conferma la strategia di diffondere gli eventi nel tessuto urbano piuttosto che concentrarli in un unico polo espositivo, modello che distingue Tokyo da altri festival di categoria A organizzati attorno a un singolo palazzo del cinema.
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