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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

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Manovra, scontro su banche e tagli mentre l'inflazione sale al 5,4%

L'Istat certifica inflazione in aumento e Pil fermo nel terzo trimestre, mentre il testo della legge di Bilancio arriva alla Camera con 157 articoli e apre fronti di critica su scuola e sanità.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Maurice Supple su Pexels

L’Istat ha certificato che l’inflazione di ottobre sale al 5,4 per cento, mentre il Prodotto interno lordo resta fermo nel terzo trimestre dell’anno. Il dato arriva mentre il governo porta alla Camera il testo della legge di Bilancio, composto da 157 articoli e bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato secondo quanto riportato da Radiocor del Sole 24 Ore.

Sul fronte delle entrate resta aperto lo scontro fra l’esecutivo e il sistema bancario: la manovra prevede un contributo da 5,8 miliardi di euro a carico delle banche, a fronte di un taglio dell’Irpef che riguarderebbe 3,2 milioni di persone. Fra le misure riportate da Radiocor figura la riduzione della seconda aliquota Irpef al 33 per cento per i redditi fino a 55mila euro.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto sul clima economico generale, segnalando il rischio per le famiglie italiane strette fra prezzi in salita e salari fermi e indicando la necessità di proteggere i risparmi di fronte alla comparsa di nuovi strumenti finanziari. «Gli italiani aggrediti da prezzi e salari fermi» è la sintesi che il Quirinale ha dato della condizione economica di molte famiglie.

Sul contributo richiesto alle banche si è espresso anche il leader della Lega Matteo Salvini, secondo cui, se il Parlamento ritiene necessario un contributo maggiore da parte degli istituti di credito, è nella piena facoltà di deciderlo: una posizione che lascia aperta la porta a un inasprimento della misura nel passaggio parlamentare.

Il testo della manovra ha intanto acceso un fronte di critiche su misure specifiche. Secondo quanto riportato da Repubblica, la legge di Bilancio prevede un taglio di 4.925 posti per i docenti e di 2.049 per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, per un totale di circa 7mila posizioni, con un risparmio annuo stimato in 252 milioni di euro a partire dal 2028. Sul fronte sanitario, la Cgil ha quantificato in 2,4 miliardi di euro le risorse complessive destinate al settore dalla manovra, una cifra che il sindacato giudica insufficiente rispetto alle esigenze del sistema.

Il testo dovrà ora affrontare il percorso parlamentare alla Camera, dove i nodi aperti — dall’entità del contributo bancario alle misure su scuola e sanità — restano materia di trattativa fra maggioranza, opposizioni e parti sociali. L’aliquota Irpef al 33 per cento per i redditi fino a 55mila euro resta, al momento, la misura fiscale più direttamente verificabile nel testo arrivato a Montecitorio.

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