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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Tech & AI · Analisi domenica 1 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

L'FBI accusa la Corea del Nord per l'attacco a Binance, Trump frena

L'agenzia statunitense attribuisce a Pyongyang il colpo informatico alla piattaforma di criptovalute; il presidente Trump mette in dubbio la ricostruzione, mentre l'azienda ha già reintegrato gran parte dei fondi sottratti.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Rafael Minguet Delgado su Pexels

L’FBI ha attribuito alle autorità della Corea del Nord un attacco informatico su larga scala contro Binance, una delle principali piattaforme mondiali di scambio di criptovalute. L’attribuzione arriva dall’agenzia investigativa statunitense, che individua in Pyongyang la responsabilità dell’operazione, secondo quanto riportato da Izvestia.

La ricostruzione dell’FBI non ha trovato però pieno sostegno nell’amministrazione statunitense. Il presidente Usa Donald Trump ha messo in dubbio le conclusioni dell’agenzia sul coinvolgimento nordcoreano, introducendo un elemento di frizione politica attorno a un’indagine che, nella prassi internazionale, viene spesso usata come base per sanzioni o azioni diplomatiche contro Pyongyang. La distanza tra l’accertamento tecnico dell’agenzia e la posizione del vertice dell’esecutivo resta, al momento, non ricomposta nelle fonti disponibili.

Sul fronte societario, Binance ha comunicato di aver reintegrato il novanta per cento degli asset sottratti nell’attacco, secondo quanto riferito in un comunicato dell’azienda ripreso da ANSA. Si tratta di un dato parziale: non è specificato, nelle fonti a disposizione, in che modo sia avvenuto il reintegro né quale sia la natura della quota restante ancora non recuperata.

La vicenda si inserisce in un filone ricorrente della sicurezza informatica internazionale, quello degli attacchi a piattaforme di criptovalute attribuiti a gruppi legati alla Corea del Nord, un settore che per anni è stato indicato da più agenzie occidentali come fonte di finanziamento per il regime di Pyongyang. La peculiarità di questo caso è la divergenza pubblica tra l’accertamento dell’FBI e il giudizio del presidente statunitense, un disallineamento che non trova precedenti diretti nelle fonti qui esaminate e che lascia aperta la questione di quale versione orienterà l’eventuale risposta diplomatica o sanzionatoria di Washington.

Le due fonti disponibili — la dichiarazione dell’FBI ripresa da Izvestia e il comunicato di Binance ripreso da ANSA — coprono aspetti distinti e non sovrapponibili della vicenda: l’attribuzione dell’attacco da un lato, l’entità del recupero dei fondi dall’altro. Non risultano, al momento, conferme indipendenti ulteriori sulla paternità dell’attacco né dettagli tecnici sulle modalità dell’intrusione informatica. Resta dunque accertato, sulla base delle fonti disponibili, che l’FBI ha formalizzato un’attribuzione statale e che Binance ha dichiarato il recupero del novanta per cento degli asset sottratti, mentre la posizione della Casa Bianca su questa attribuzione non converge con quella dell’agenzia investigativa.

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