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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Cinema & Spettacoli · Analisi domenica 1 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Tokyo apre la sua 39ª edizione con Godzilla come film centrale

Il festival internazionale del cinema di Tokyo è partito il 26 ottobre con una nuova sezione dedicata al cinema asiatico, segno di un evento che punta a consolidare il proprio peso nel circuito internazionale.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Paul Lichtblau su Pexels

Il Tokyo International Film Festival ha aperto la sua trentanovesima edizione il 26 ottobre, con proiezioni distribuite tra i quartieri di Hibiya, Yurakucho, Marunouchi e Ginza. Il festival proseguirà fino al 4 novembre.

La scelta dei film simbolo racconta due anime diverse della manifestazione. Il film di apertura è stato “SUKIYAKI - Ue wo Muite Arukou”, mentre il ruolo di centerpiece — la proiezione evento a metà festival, pensata per attirare pubblico e attenzione mediatica — è andato a “Godzilla -0.0”, capitolo più recente della saga che da settant’anni rappresenta l’esportazione più riconoscibile del cinema popolare giapponese nel mondo. Alla cerimonia di apertura, svoltasi sotto la pioggia, è comparso sul red carpet l’attore protagonista Junichi Okada.

Dietro la vetrina mediatica, il festival ha mantenuto una selezione competitiva stretta: il concorso principale ha scelto 15 film tra 1.892 candidature ricevute, un rapporto che segnala quanto la manifestazione sia diventata un punto di passaggio ambito per produzioni di tutta l’Asia e non solo. È in questo quadro che va letto il lancio della nuova sezione “CROSSCUT ASIA+”, realizzata in collaborazione con la Japan Foundation — l’ente pubblico giapponese per la promozione culturale all’estero — e pensata per dare visibilità a cinematografie della regione che faticano a trovare distribuzione internazionale.

La combinazione tra un blockbuster di genere come “Godzilla -0.0” e un concorso dalla selezione severissima non è casuale. I grandi festival asiatici — Tokyo, ma anche Busan e Shanghai — si contendono da anni lo stesso spazio: essere insieme vetrina per il pubblico locale e piattaforma di lancio per cinema d’autore destinato ai circuiti internazionali. Il centerpiece ad alto richiamo serve a garantire copertura stampa e affluenza; il concorso selettivo serve a costruire credibilità presso critica e distributori. Il dato delle quasi duemila candidature per sole quindici posizioni indica che Tokyo, da questo punto di vista, continua a crescere come destinazione per i produttori.

La collaborazione con la Japan Foundation per la sezione dedicata al cinema asiatico si inserisce in una strategia più ampia di soft power culturale che il Giappone persegue da tempo attraverso le sue istituzioni pubbliche, affiancando il cinema ad altri strumenti di promozione internazionale del paese. Non è la prima volta che il festival di Tokyo stringe legami con enti statali per ampliare la propria sezione dedicata al continente: la scelta di rinominare e rilanciare questo spazio come “CROSSCUT ASIA+” segnala l’intenzione di dargli un ruolo più strutturale nel programma, non più marginale rispetto al concorso principale.

Secondo l’agenzia di stampa giapponese Jiji Press, che ha seguito l’apertura della manifestazione, «il trentanovesimo Tokyo International Film Festival si è aperto il ventisei a Tokyo» (trad. dal giapponese). La notizia dell’apertura, riportata anche dal portale cinematografico ciatr e dal sito ufficiale della manifestazione gestito da Unijapan, converge su questi stessi dati di programma e calendario.

Il festival proseguirà fino al 4 novembre, con le premiazioni del concorso principale attese nei giorni conclusivi della rassegna.

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