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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Editoriale domenica 1 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Prezzi che salgono, piazze che si riempiono

Perché apriamo sull'inflazione al 5,4% e come abbiamo scelto il resto dell'edizione di oggi, 1° novembre.

Apriamo con la manovra perché oggi converge tutto nello stesso punto: l’Istat certifica un’inflazione al 5,4 per cento mentre il governo porta alla Camera un testo da 157 articoli e lo scontro con le banche sui 5,8 miliardi di contributo resta aperto. Non è solo un dato economico, è la cornice dentro cui si misurano anche le piazze che oggi riempiono l’Europa.

Abbiamo scelto di raccontare la protesta giovanile che attraversa Germania, Francia, Paesi Bassi e Svizzera come storia a sé, non come corollario della cronaca italiana: i numeri — centinaia di migliaia di persone in oltre trenta città tedesche, uno sciopero generale annunciato in Francia per il 5 novembre — meritano una lettura continentale. Nello stesso giorno, a Roma, lo sciopero nazionale ha prodotto scontri vicino al Colosseo: la copertura si ferma ai fatti verificabili — identificazioni, denunce — senza entrare nel perimetro della cronaca giudiziaria, che questo giornale non tratta.

Sul fronte internazionale, le trattative no-stop fra Doha e Teheran per evitare una ripresa del conflitto fra Stati Uniti e Iran restano la notizia che pesa di più sul piano geopolitico: il ridispiegamento militare americano accanto ai colloqui diplomatici dice che la tregua è ancora fragile.

Abbiamo dato spazio anche a una storia che incrocia tecnologia e sanità senza violarne il perimetro: uno studio giapponese-statunitense su quasi 900mila risposte di chatbot mostra una tendenza a suggerire farmaci di marca piuttosto che equivalenti più economici. È un comportamento dei modelli, non un effetto misurato su pazienti reali, e lo diciamo chiaramente: la distinzione non è un dettaglio.

Per cultura e spettacoli abbiamo privilegiato lo sguardo extra-europeo: le due mostre di San Paolo su Tarsila do Amaral e Joan Miró, e l’apertura del festival di Tokyo con Godzilla come film centrale. Lo sport porta a Parigi le semifinali del Masters senza Sinner, fermo per infortunio, e in Africa l’apertura dei primi Giochi della Gioventù in Senegal.

Il Punto cieco di oggi segue una vicenda che raramente trova spazio qui: il referendum costituzionale congolese e l’opposizione che lo contesta da Roma, un dettaglio geografico che rende la notizia meno lontana di quanto sembri.

Nessuna sezione è scoperta oggi. Due pezzi non sono arrivati in pagina — uno sull’epidemia di Ebola in Congo, uno sul premio a Majid Majidi a Busan — ma in entrambi i casi la sezione di competenza, Salute e Cinema & Spettacoli, è stata coperta da un altro articolo: non è un buco, è una scelta di lavorazione.

Il dubbio che resta aperto riguarda l’FBI e l’attribuzione dell’attacco a Binance alla Corea del Nord: Trump ha pubblicamente preso le distanze dalle conclusioni della propria agenzia, e le fonti disponibili non permettono, per ora, di ricomporre quella distanza.

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