Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Italia · Analisi domenica 1 novembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Manovra 2027, dopo il via libera del Quirinale si apre lo scontro con i sindacati

Il testo di 157 articoli arriva in Parlamento tra le critiche di Cgil e Caritas sui tagli a scuola, pensioni e sanità, mentre il governo apre un canale di dialogo con la sola Cisl.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Uiliam Nörnberg su Pexels

Dopo la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato segnalata questa mattina, la legge di Bilancio 2027 ha ricevuto anche il via libera del Quirinale: il testo, composto da 157 articoli, è ora atteso in Parlamento per l’esame. Il passaggio apre una nuova fase del confronto politico attorno alla manovra, spostando l’attenzione dal piano tecnico a quello delle reazioni sociali e sindacali.

Le critiche più nette arrivano da Cgil e Caritas. La prima accusa il provvedimento di premiare chi sta già bene e abbandonare chi sta male: «Si aiuta chi sta bene, si abbandona chi sta male», ha dichiarato il sindacato. Caritas, da parte sua, teme che la manovra spinga verso una maggiore privatizzazione dei servizi: «Il rischio è spingere verso il privato», ha affermato l’associazione.

Sul fronte del dialogo istituzionale, il governo ha scelto di aprire solo a modifiche richieste dalla Cisl, lasciando fuori dal tavolo le altre sigle sindacali. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha contattato direttamente la segretaria della Cisl, Daniela Fumarola, un gesto che segnala la scelta dell’esecutivo di privilegiare un interlocutore specifico nella trattativa sulla manovra.

La scelta di dialogare con una sola sigla sindacale, mentre Cgil e Caritas mantengono una posizione critica pubblica, disegna un fronte sociale diviso attorno al provvedimento. Il testo che arriva ora alla Camera porta con sé non solo il contenuto tecnico già discusso nei giorni scorsi, ma anche una polarizzazione delle posizioni fra chi è stato chiamato al tavolo e chi ne resta escluso.

Il percorso parlamentare dei 157 articoli si apre dunque con un fronte sindacale spaccato: da un lato l’apertura selettiva alla Cisl, dall’altro le critiche pubbliche di Cgil e Caritas, che restano fuori dal canale di confronto diretto con il governo.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore