Gaza, due raid israeliani: almeno otto morti, tra loro un bambino
Due attacchi distinti dell'esercito israeliano hanno colpito la Striscia di Gaza; il bilancio riferito da fonti sanitarie palestinesi sale ad almeno otto vittime, mentre Israele parla di obiettivi militari colpiti nel sud e nel nord del territorio.
Due attacchi distinti condotti dall’esercito israeliano hanno colpito nelle ultime ore la Striscia di Gaza, provocando la morte di almeno otto palestinesi. A riferirlo sono il personale medico locale e il ministero dell’Interno controllato da Hamas, secondo cui tra le vittime figurano cinque agenti di polizia e un bambino. La notizia è riportata sia da Internazionale, che riprende un dispaccio Reuters, sia da ANSA, due origini che citano in modo indipendente le stesse fonti sanitarie di Gaza.
Dal lato israeliano, l’esercito ha dichiarato di aver colpito diversi operativi militari nel sud della Striscia e un miliziano nel nord, senza entrare nel merito del bilancio comunicato dai medici palestinesi. Le due versioni restano, al momento, non conciliate: non è stata resa nota alcuna verifica incrociata indipendente sui bersagli colpiti né sull’identità delle vittime.
I due raid di oggi si inseriscono in un quadro più ampio che le stesse fonti sanitarie del territorio aggiornano da tempo: secondo i funzionari sanitari di Gaza, almeno 1.500 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani dall’entrata in vigore del cessate il fuoco. È un dato cumulativo, riferito dalla stessa fonte che ha comunicato il bilancio odierno, e misura l’ampiezza delle vittime registrate nel periodo successivo all’accordo di tregua — un accordo la cui tenuta effettiva sul terreno resta contestata da entrambe le parti.
Hamas, dal canto suo, ha negato di aver tentato di compiere attacchi o di ricostituire il proprio arsenale nella Striscia. Il movimento accusa Israele di minare con le proprie operazioni militari l’accordo di pace raggiunto per Gaza, ma non ha fornito, secondo quanto riportano le fonti citate, elementi aggiuntivi a sostegno di questa ricostruzione.
Il bilancio di oggi — almeno otto morti, di cui cinque agenti di polizia, e un bambino tra le vittime secondo le fonti sanitarie — è il più recente accertabile al momento della pubblicazione. La sua attribuzione politica merita una precisazione: il ministero dell’Interno che lo comunica è un’istituzione amministrata da Hamas, elemento che non invalida il dato ma che va tenuto presente nella lettura delle cifre, in assenza di una fonte israeliana che le confermi o le contraddica con un conteggio alternativo.
Resta aperta, nelle prossime ore, la questione di quale ricostruzione prevarrà: l’esercito israeliano sostiene di aver colpito obiettivi militari legati a operativi armati, mentre le fonti sanitarie palestinesi parlano di vittime che includono forze di polizia e almeno un minore. Nessuna delle due parti ha reso pubblici, fino a questo momento, elementi che permettano una verifica indipendente e incrociata del bilancio comunicato oggi, né è stato chiarito se i raid abbiano avuto conseguenze sulla tenuta complessiva della tregua in vigore nella Striscia.
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