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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Salute · Analisi lunedì 2 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Morbillo, l'Italia prima nell'Unione europea per numero di casi

Il rapporto mensile dell'ECDC colloca l'Italia al primo posto tra i Paesi UE/SEE per contagi di morbillo nell'ultimo anno, con la copertura vaccinale ancora sotto la soglia raccomandata.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Thirdman su Pexels

Tra settembre 2025 e agosto 2026 l’Italia ha registrato 653 casi di morbillo, il numero più alto tra tutti i Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. Lo certifica il rapporto mensile del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), l’agenzia dell’Unione che monitora le malattie infettive nel continente.

Il dato posiziona l’Italia davanti a Bulgaria, Romania, Spagna e Francia per numero complessivo di infezioni nel periodo considerato. I casi italiani rappresentano il 28% del totale registrato in ambito europeo, una quota che da sola supera un quarto di tutti i contagi segnalati nell’area UE/SEE.

Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa, prevenibile attraverso la vaccinazione con il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia), somministrato in due dosi. Le autorità sanitarie europee ribadiscono nel rapporto la necessità di raggiungere e mantenere una copertura vaccinale superiore al 95% con entrambe le dosi per interrompere la catena di trasmissione del virus a livello di popolazione. È la soglia considerata necessaria per garantire quella che gli epidemiologi definiscono immunità di gregge, al di sotto della quale il virus trova sacche di popolazione suscettibile sufficienti a sostenere focolai.

Il posizionamento dell’Italia in cima alla classifica europea indica che il Paese non ha raggiunto, o non mantiene in modo omogeneo sul territorio, questa soglia di copertura. Il rapporto ECDC non entra nel dettaglio delle cause specifiche della situazione italiana, ma il nesso tra copertura vaccinale insufficiente e circolazione del virus è il filo conduttore con cui l’agenzia europea inquadra i dati del continente.

Il confronto con gli altri grandi Paesi dell’Unione è utile per contestualizzare il dato. Bulgaria, Romania, Spagna e Francia seguono l’Italia per numero assoluto di casi, ma nessuno di questi Paesi raggiunge la quota italiana. Si tratta di un quadro che riguarda l’insieme dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo: il rapporto ECDC segnala che il totale dei casi europei nel periodo considerato resta elevato, con l’Italia come principale contributore singolo.

La rilevanza del dato sta nella natura stessa del morbillo come indicatore di salute pubblica. A differenza di molte altre malattie infettive, il morbillo richiede soglie di copertura vaccinale particolarmente elevate per essere tenuto sotto controllo, proprio per l’alta contagiosità del virus. Un numero di casi come quello italiano segnala quindi, secondo la lettura che l’ECDC offre dei propri stessi dati, una copertura non ancora allineata agli obiettivi fissati a livello europeo.

Il rapporto mensile dell’ECDC si basa sulla sorveglianza epidemiologica condotta dai sistemi sanitari nazionali, che inviano i dati di sorveglianza all’agenzia europea secondo protocolli condivisi. Questo meccanismo consente il confronto tra Paesi su base omogenea, è lo stesso che permette di stabilire che l’Italia precede Bulgaria, Romania, Spagna e Francia per numero complessivo di infezioni nel periodo monitorato.

Il quadro europeo descritto dall’ECDC colloca quindi l’Italia in una posizione che richiede attenzione sul fronte della copertura vaccinale, materia su cui le autorità sanitarie nazionali ed europee continuano a raccogliere e pubblicare dati con cadenza mensile.

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