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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Esteri e Geopolitica · Apertura lunedì 2 novembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Finita la tregua di Oleshky, Russia e Ucraina si colpiscono anche online

Dopo sei giorni di cessate il fuoco, il più lungo dall'inizio della guerra, la Russia ha ripreso le operazioni militari su Kherson mentre Mosca e Kiev si accusano a vicenda di attacchi informatici ai rispettivi sistemi di allerta aerea.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di TimePRO TV su Pexels

La tregua umanitaria entrata in vigore il 27 ottobre nell’area di Oleshky, nella regione di Kherson, si è conclusa il 1° novembre come previsto, dopo sei giorni: il cessate il fuoco più lungo registrato dall’inizio della guerra nel 2022. Lo riportano Sky TG24, che cita il ministero russo per le Situazioni di emergenza e il Centro per le comunicazioni strategiche di Kiev, e Corcianonline, che riprende un dispaccio dell’agenzia Adnkronos: due origini indipendenti che confermano in modo convergente la fine dell’intesa.

Con la scadenza della tregua, le forze russe hanno ripreso le operazioni militari sulla città di Kherson. Un drone russo ha colpito un’automobile nel quartiere di Korabelny, ferendo due civili. È il primo episodio di violenza documentato dopo la fine della finestra di sei giorni durante la quale i combattimenti nell’area erano stati sospesi.

Sul fronte diplomatico, la first lady statunitense Melania Trump ha reso noto su X che l’operazione umanitaria condotta a Oleshky ha permesso l’evacuazione di quasi 800 persone dall’area. Trump ha definito positiva la conclusione della missione:

«Il cessate il fuoco si è concluso. La missione è stata un successo» — Melania Trump, First Lady degli Stati Uniti

La frase, diffusa a poche ore dalla ripresa delle ostilità, inquadra la tregua come un’operazione a termine riuscita sul piano umanitario, distinta dal quadro più ampio del conflitto che prosegue.

Parallelamente al terreno, nelle stesse ore si è aperto un fronte informatico che coinvolge entrambi i paesi. Il ministero russo per le Situazioni di emergenza ha denunciato un attacco informatico massiccio contro la propria applicazione di allerta, destinata a informare la popolazione su rischi ed emergenze. Nello stesso arco di tempo l’Ucraina ha confermato di aver subito a sua volta un hackeraggio del proprio sistema di allerta aerea, lo strumento con cui la popolazione viene avvisata dei raid in corso. Il Centro per le comunicazioni strategiche di Kiev ha attribuito l’attacco alla Russia.

Le due denunce arrivano quindi in sequenza ravvicinata e su un terreno diverso da quello delle operazioni militari convenzionali: i sistemi di allerta civile, quelli che in entrambi i paesi servono a segnalare alla popolazione l’arrivo di un pericolo imminente. Non è chiaro, sulla base di quanto riportato finora, se i due episodi siano collegati tra loro o costituiscano iniziative indipendenti condotte dalle rispettive parti.

Il quadro che emerge da queste ultime ore è quindi quello di due binari paralleli: da un lato la fine di una tregua localizzata e temporanea, concordata per permettere un’evacuazione umanitaria e rispettata per l’intera durata prevista; dall’altro la ripresa immediata delle operazioni militari convenzionali su Kherson, accompagnata da un episodio di conflitto informatico reciproco che riguarda direttamente le infrastrutture di allerta civile dei due paesi. Resta da vedere se l’episodio hacker avrà conseguenze operative sui sistemi di allerta nei prossimi giorni, un elemento che nessuna delle due fonti consultate ha ancora chiarito.

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