Polonia, il Tribunale costituzionale si riunisce senza accordo sui vertici
I giudici eletti dal Sejm nel 2026 risultano tutti presenti nell'edificio del Tribunale, mentre presidente e vicepresidente procedono con provvedimenti contrapposti a quelli dell'assemblea convocata per il 3 novembre.
Il 3 novembre 2026 è convocata l’assemblea generale dei giudici del Tribunale costituzionale polacco, in un giorno che arriva al culmine di uno scontro istituzionale sul controllo dell’organo. Secondo l’emittente radiofonica RMF24, nell’edificio del Tribunale risultano presenti tutti i giudici eletti dal Sejm nel corso del 2026, segno che nessuna delle parti in conflitto ha rinunciato a presidiare la sede.
Il quotidiano Rzeczpospolita ricostruisce i passaggi che hanno portato alla situazione attuale. Bogdan Święczkowski, alla guida del Tribunale, ha disposto giorni non lavorativi per il personale dell’istituzione dal 3 al 6 novembre, con la retribuzione comunque garantita ai dipendenti. Nello stesso periodo, però, Anna Korwin-Piotrowska ha convocato per il 3 novembre l’assemblea generale dei giudici: due iniziative che, nei fatti, si muovono su binari opposti all’interno dello stesso edificio.
Il provvedimento di Święczkowski e la convocazione di Korwin-Piotrowska rappresentano due linee di comando che si sovrappongono senza coordinarsi: da un lato il presidente dispone la sospensione dell’attività ordinaria, dall’altro un gruppo di giudici procede comunque con le proprie riunioni istituzionali, come quella fissata per oggi.
Il quadro della composizione dell’organo aiuta a capire la portata dello scontro. La testata digitale Dziennik.pl riferisce che il Sejm, la camera bassa del parlamento polacco, ha eletto otto giudici del Tribunale costituzionale nel corso del 2026: un numero che segnala quanto il rinnovo dell’organo sia stato ampio nell’ultimo anno, e quanto la partita sul suo controllo coinvolga una parte consistente dei suoi membri.
La situazione descritta da RMF24 — tutti i giudici eletti presenti nello stesso giorno nello stesso edificio, mentre il vertice dichiara non lavorativa la settimana — fotografa uno stallo che si misura ormai sul terreno delle convocazioni e dei provvedimenti amministrativi, più che su quello delle udienze. Non è chiaro, dagli atti circolati finora, se l’assemblea generale convocata da Korwin-Piotrowska si sia effettivamente tenuta con la partecipazione di tutti i presenti nell’edificio, né se i provvedimenti di Święczkowski abbiano trovato applicazione pratica.
Resta il fatto che, al 3 novembre, il Tribunale costituzionale polacco opera con due iniziative di segno opposto che si sovrappongono nello stesso edificio: da una parte il provvedimento di Święczkowski sui giorni non lavorativi, dall’altra la convocazione dell’assemblea generale da parte di Korwin-Piotrowska. La composizione dell’organo, allargata di otto membri nel corso dell’anno secondo Dziennik.pl, resta il dato di fondo da cui ripartirà ogni tentativo di ricomposizione dello scontro.
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