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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Economia e Mercati · Analisi martedì 3 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La Fed lascia i tassi fermi, borse europee in rimbalzo

Il comitato della Federal Reserve mantiene il costo del denaro con un voto diviso, mentre Piazza Affari chiude in rialzo e lo spread BTp-Bund scende a 113 punti.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Rafael Minguet Delgado su Pexels

La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi d’interesse nella forchetta compresa tra il 3,75% e il 4%. La decisione non è arrivata all’unanimità: il voto all’interno del comitato si è chiuso 10 a 2, un dato che segnala divisioni interne sulla rotta da seguire nei prossimi mesi.

A motivare la scelta di mantenere fermo il costo del denaro è stato il presidente della Fed, Kevin Warsh, che ha descritto un’economia solida e un mercato del lavoro in equilibrio, indicando nell’inflazione il rischio principale da monitorare. È una lettura che colloca la banca centrale statunitense in una posizione di attesa, più che di intervento immediato, in una fase in cui i dati macroeconomici non sembrano richiedere né nuovi rialzi né tagli.

La reazione dei mercati europei è arrivata nella seduta del 2 novembre, con le borse del Vecchio Continente chiuse in rialzo. Milano ha guidato il recupero con un progresso dello 0,9%, sostenuta dal ritorno di interesse sui titoli tecnologici e da un calo dei prezzi di petrolio e gas che ha alleggerito la pressione sui costi energetici delle imprese quotate.

Sul fronte obbligazionario, lo spread tra BTp e Bund tedesco è sceso a 113 punti base, in calo rispetto ai 118 punti registrati venerdì. Il rendimento del BTp decennale si è attestato al 4,42%. È un movimento che riflette un clima di minore tensione sui titoli di Stato italiani proprio nei giorni in cui l’attenzione dei mercati internazionali si sposta sulle elezioni di midterm negli Stati Uniti.

Il quadro che emerge dalla giornata è quello di una pausa prolungata nella politica monetaria statunitense, accompagnata da un recupero selettivo delle borse europee. La divisione interna al comitato della Fed, resa pubblica dal voto 10 a 2, lascia aperta la possibilità di nuove tensioni nelle prossime riunioni, mentre sul lato europeo il calo dello spread italiano conferma per ora la tenuta dei titoli di Stato nazionali in un contesto internazionale ancora incerto.

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