Il telescopio Swift della Nasa rientra tra il 3 e il 4 novembre
Il satellite da 1,5 tonnellate brucerà quasi interamente nell'atmosfera, ma la Nasa non esclude che alcuni frammenti raggiungano una fascia equatoriale senza rischi per l'Italia.
Il telescopio spaziale Swift della Nasa, ormai in caduta libera, rientrerà nell’atmosfera terrestre tra il 3 e il 4 novembre 2026. Si tratta di una struttura da 1,5 tonnellate che, secondo quanto riferito dall’agenzia spaziale statunitense, brucerà in gran parte durante l’attraversamento degli strati atmosferici, pur senza escludere che alcuni frammenti possano raggiungere il suolo.
La Nasa ha precisato che gli eventuali frammenti superstiti potranno cadere soltanto all’interno di una fascia attorno all’equatore, con un’ipotesi che li colloca quasi certamente in mare o in zone disabitate. Secondo l’agenzia, non ci sono pericoli per il territorio italiano, collocato al di fuori della fascia di rientro indicata nelle proiezioni più recenti.
Sul fronte dei tempi, la Nasa ha stimato il momento del rientro per le 17:18 ora italiana del 3 novembre, con un margine di incertezza di 12 ore. È un’ampiezza che riflette la natura intrinsecamente imprecisa delle previsioni di rientro non controllato: la traiettoria finale di un corpo in caduta libera dipende da variabili atmosferiche che si stabilizzano soltanto nelle ultime ore prima dell’impatto.
Va segnalato che la notizia proviene al momento da un’unica origine — l’agenzia ANSA, che cita il Nasa Goddard Space Flight Center come fonte del dato — e che non risultano al momento conferme indipendenti ulteriori sui dettagli della traiettoria.
Il rientro di Swift si inserisce nella categoria, ormai ricorrente, dei grandi satelliti scientifici giunti al termine della propria missione operativa e destinati a un rientro non pilotato. La fascia equatoriale indicata dalla Nasa come area di possibile caduta dei frammitti residui resta, al momento, il dato tecnico più rilevante per valutare l’assenza di rischio sul territorio nazionale.
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