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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Alla Fonte martedì 3 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il comunicato Binance sul furto da 6,3 miliardi, letto per intero

L'annuncio ufficiale della società sull'intrusione del 29 ottobre, letto nei suoi limiti dichiarati.

Il 29 ottobre 2026, alle 20:05 UTC, i portafogli digitali online di Binance sono stati compromessi. Lo dichiara la società stessa in un comunicato pubblicato sul proprio sito di supporto, che quantifica la sottrazione in circa 6,3 miliardi di dollari in token. È lo stesso documento a precisare che, da allora, circa 3 miliardi di dollari sono stati congelati on-chain, e che la società ha accantonato oltre 6,34 miliardi di dollari di fondi propri per coprire le perdite subite dagli utenti.

Il comunicato è scarno nella descrizione tecnica dell’accaduto: data e ora dell’intrusione, cifra sottratta, cifra congelata, fondi accantonati. Non entra nel dettaglio di come l’intrusione sia avvenuta, né fornisce un’analisi indipendente delle vulnerabilità sfruttate. La società dichiara esplicitamente che le verifiche tecniche e l’indagine sulle modalità della violazione sono ancora in corso, una formula che rinvia a un momento successivo la ricostruzione completa dei fatti.

Questo è il primo limite da segnalare: il documento è un’autodichiarazione della parte coinvolta. Le cifre — i 6,3 miliardi sottratti, i 3 miliardi congelati, i 6,34 miliardi accantonati — sono numeri comunicati da Binance su se stessa, senza che il comunicato citi una verifica da parte di un soggetto terzo, un revisore esterno o un’autorità di vigilanza. Non significa che le cifre siano infondate, ma che al momento rappresentano la versione della società sui danni subiti e sulla propria capacità di farvi fronte.

Il documento stesso segnala, tra gli elementi di normalizzazione operativa, la ripresa graduale dei prelievi dopo l’attacco: un dato che la società presenta come segno di tenuta del sistema, accanto alle cifre sul congelamento dei fondi. Resta invece esplicitamente aperta, nello stesso comunicato, la domanda sulla causa tecnica dell’intrusione nei portafogli digitali — il punto che il testo rinvia a verifiche future.

Il valore della vicenda sta proprio in questo scarto. Binance comunica cifre precise sull’entità del danno e sulla propria risposta finanziaria — l’accantonamento di oltre 6,34 miliardi di dollari supera, nel dato riportato dalla società, l’importo stesso sottratto — ma non offre ancora, nel documento disponibile, una spiegazione tecnica della violazione. Finché quell’indagine resta aperta, come dichiarato dalla società, il comunicato va letto per quello che è: la versione della parte interessata sull’entità del danno, non la ricostruzione indipendente di come sia stato possibile.

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