Stati Uniti al voto: seggi aperti per Camera, Senato e 36 governatori
Le elezioni di midterm decidono la nuova composizione del Congresso americano; i sondaggi indicano i Democratici in vantaggio mentre il presidente Trump registra il consenso più basso del suo mandato.
Negli Stati Uniti si vota oggi per le elezioni di midterm, che ridisegneranno gli equilibri di potere a Washington per i prossimi due anni. In palio ci sono 435 seggi della Camera dei rappresentanti, 35 seggi del Senato e 36 governatorati in altrettanti Stati: un turno elettorale che arriva a metà del mandato presidenziale e che tradizionalmente serve da verifica sul gradimento dell’amministrazione in carica.
Secondo i dati del University of Florida Voting Lab, citati da CBS News, prima dell’apertura dei seggi erano già stati espressi oltre 59 milioni di voti anticipati, un volume che segnala un’affluenza consistente ancora prima dell’inizio delle operazioni di voto in presenza. CBS News individua 11 corse ritenute decisive per gli equilibri del Senato e 49 distretti della Camera classificati come terreno di battaglia, le aree dove il risultato è considerato incerto fino all’ultimo.
Non sono mancati i primi intoppi tecnici. Nella contea di Westchester, nello Stato di New York, è stato segnalato un problema agli scanner delle schede elettorali proprio al momento dell’apertura dei seggi. Le autorità locali hanno chiarito che le schede non lette dagli scanner non vanno perse: vengono raccolte e destinate al conteggio in un momento successivo, secondo quanto riportato dall’agenzia Associated Press.
Il clima politico in cui si vota è segnato da numeri che pesano sulla lettura del voto. Un sondaggio nazionale, ripreso dalla rassegna stampa di Sky TG24, colloca il tasso di approvazione del presidente Trump al 32%, il dato più basso registrato finora nel suo mandato. Lo stesso quadro di sondaggi, citato da fonti giornalistiche internazionali che fanno riferimento a rilevazioni di Washington Post e BBC, mostra i Democratici in vantaggio sui Repubblicani per 46 punti percentuali contro 38.
Questi numeri non sono un verdetto: sono proiezioni di opinione raccolte prima del voto, non un risultato elettorale. Ma indicano il contesto in cui si misurerà la tenuta della maggioranza repubblicana alla Camera e al Senato, e la capacità dei Democratici di capitalizzare un consenso presidenziale in affanno. Trentasei governatorati si rinnovano nello stesso giorno, un numero che amplia la portata del voto ben oltre Washington, toccando direttamente l’amministrazione di oltre due terzi degli Stati americani.
Il risultato definitivo richiederà tempo: con milioni di schede anticipate da verificare insieme a quelle raccolte oggi nei seggi, lo spoglio nei distretti più combattuti potrebbe protrarsi oltre la notte elettorale. Resta da vedere quale sarà la composizione finale di Camera e Senato nei prossimi giorni, quando i conteggi nelle 11 corse indicate come decisive per il Senato e nei 49 distretti classificati come terreno di battaglia alla Camera restituiranno un quadro più definito.
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