Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Europa · Analisi mercoledì 4 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Spagna al voto il 29 novembre dopo la caduta del governo Sánchez

Il premier spagnolo scioglie il Parlamento dopo la bocciatura dei decreti sulla casa al Congresso, in un paese dove la crisi abitativa è diventata il tema politico centrale.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Gonzalo Carlos Novillo Lapeyra su Pexels

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato lo scioglimento del Parlamento e la convocazione di elezioni anticipate per la fine di novembre, dopo che il Congresso dei Deputati ha bocciato i suoi decreti sulla casa. Lo riporta RSI, che colloca la decisione nel contesto di una crisi di governo aperta dalla sconfitta parlamentare sul dossier abitativo.

Le nuove elezioni sono fissate per il 29 novembre 2026. Alla base della crisi c’è una mancata disponibilità di abitazioni che la Banca di Spagna stima in circa 700.000 unità, un dato che, secondo la ricostruzione di Rivoluzione Anarchica, ha trasformato la crisi abitativa nel tema politico centrale del paese fino a portare alla caduta del governo.

Il percorso che ha condotto allo scioglimento anticipato delle Camere è lineare: l’esecutivo aveva puntato sui decreti sulla casa come risposta principale alla pressione sociale legata ai prezzi degli affitti e alla scarsità di alloggi; la bocciatura al Congresso ha tolto a Sánchez la maggioranza necessaria per portare avanti quella linea, spingendolo a cercare un nuovo mandato elettorale piuttosto che proseguire con un governo privo di sostegno parlamentare su uno dei dossier più sentiti dall’opinione pubblica.

La scelta di andare al voto a fine mese, anziché tentare una ricomposizione della maggioranza in Parlamento, segnala quanto la questione abitativa sia ormai percepita come dirimente per il consenso del governo uscente. Il numero stimato dalla Banca di Spagna — 700.000 abitazioni mancanti — diventa così il dato di riferimento con cui le forze politiche spagnole si presenteranno alla campagna elettorale delle prossime settimane.

Le elezioni del 29 novembre si svolgeranno dunque in un clima segnato dalle proteste per il diritto all’abitazione già in corso nel paese, con il tema della casa che si candida a restare al centro del confronto tra le forze politiche fino al voto.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore