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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Cronache · Analisi mercoledì 4 novembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Hacker nelle celle frigorifere del sangue in Francia, nessun danno ai pazienti

Un attacco informatico ha colpito i sistemi di refrigerazione di tre siti dell'ente francese del sangue, portando le celle da -30 a 110 gradi; l'ente assicura che non vi sono state conseguenze sanitarie.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Lucas Oliveira su Pexels

Un attacco informatico ha colpito, nella notte tra il 1° e il 2 novembre, i sistemi di controllo della temperatura di tre siti dell’Établissement français du sang, l’ente pubblico francese che gestisce le scorte di sangue. Lo riportano AGI e Cybersecurity360. È una storia che l’edizione di stamattina non aveva ancora raccontato.

Secondo quanto ricostruito dalle due fonti, l’attacco ha preso di mira un fornitore esterno che gestisce i servizi di refrigerazione per conto dell’ente, alterando le temperature programmate delle celle: da -30 gradi a 110 gradi.

L’Établissement français du sang ha precisato che l’episodio non ha avuto conseguenze sulla salute dei pazienti e che non è andato perduto alcun prodotto ematico: «non vi è stato alcun impatto sulla salute» — Établissement français du sang, ente pubblico francese per il sangue.

Le scorte di sangue e di plasma dipendono da una catena del freddo costante: un’alterazione improvvisa delle temperature di conservazione, se non individuata in tempo, può compromettere la tenuta dei prodotti ematici. In questo caso, secondo quanto dichiarato dall’ente, il guasto indotto dall’attacco non ha avuto questo esito.

L’episodio si inserisce in una serie più ampia di presunte incursioni informatiche contro i sistemi di refrigerazione di alcuni supermercati europei, vicenda che questa edizione aveva già affrontato questa mattina a proposito della riunione tenuta a Palazzo Chigi dal governo italiano. In quel caso l’attacco riguardava la catena alimentare; qui il bersaglio è stata un’infrastruttura sanitaria pubblica, le scorte di sangue e plasma gestite da un ente statale francese.

Il fatto che i due episodi condividano lo stesso tipo di bersaglio tecnico — i sistemi di controllo della temperatura delle celle frigorifere — senza che vi sia, allo stato del materiale disponibile, un’attribuzione comune a un singolo responsabile, lascia aperta la domanda su quanto i due casi siano collegati tra loro o rappresentino episodi distinti con la stessa superficie di attacco.

Non risultano, al momento, informazioni su un’eventuale rivendicazione né su un’attribuzione a un autore specifico. L’ente francese ha confermato soltanto l’assenza di danni concreti, mentre resta da chiarire quale fornitore esterno sia stato effettivamente compromesso e se la stessa vulnerabilità possa riguardare altre infrastrutture sanitarie in Europa.

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