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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Tech & AI · Analisi mercoledì 4 novembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Un modello d'intelligenza artificiale cinese contribuisce a dimostrare una congettura aperta da trent'anni

Il laboratorio di intelligenza artificiale di Shanghai annuncia il contributo del modello Shuying-S2 alla dimostrazione della congettura di Ghys, formulata nel 1995 e validata dall'Università di Pechino.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di https://kaboompics.com/ su Pexels

Un gruppo di ricerca cinese guidato dal professor Xude Sheng ha annunciato di aver risolto la congettura tridimensionale di Ghys, un problema aperto da trent’anni, utilizzando il modello di intelligenza artificiale domestico Shuying-S2. Lo riferiscono Pandaily e KuCoin News, entrambi basati sul comunicato ufficiale dello Shanghai Artificial Intelligence Laboratory: la notizia proviene dunque al momento da un’unica origine primaria, il laboratorio stesso; nessuna conferma indipendente è al momento disponibile. È una storia che l’edizione di stamattina non aveva ancora raccontato.

Un team dell’Università di Pechino ha validato la dimostrazione utilizzando il framework SHEAF. Lo studio, disponibile su arXiv e su GitHub, viene presentato come la prima volta in cui un modello di intelligenza artificiale sviluppato in Cina contribuisce a una scoperta matematica di rilevanza globale.

La congettura, proposta dal matematico francese Étienne Ghys nel 1995, riguarda i sistemi olomorfi Anosov: ipotizza che ogni sistema di questo tipo definito su una varietà complessa compatta sia biolomorficamente coniugato a un automorfismo affine olomorfo su una particolare infra-nilvarietà complessa. È un enunciato di geometria complessa rimasto senza dimostrazione per tre decenni.

Secondo la ricostruzione fornita dalle fonti, a partire da agosto il modello ha iniziato a esplorare diversi approcci per dimostrare la congettura, producendo migliaia di pagine di esposizione matematica prima di arrivare alla formulazione poi validata dal team di Pechino.

Il caso si inserisce in un filone di ricerca che esplora l’uso di modelli di intelligenza artificiale come strumenti di supporto alla dimostrazione matematica, affiancando il lavoro dei ricercatori umani piuttosto che sostituirlo: il processo descritto prevede infatti una collaborazione tra il modello e i matematici, con una fase finale di validazione formale condotta da un team universitario indipendente dal laboratorio che ha sviluppato il modello.

Il caso arriva mentre diversi laboratori nel mondo intensificano gli sforzi per mostrare che i modelli di intelligenza artificiale possono contribuire a scoperte scientifiche originali, non soltanto automatizzare compiti già noti. Resta da vedere se la comunità matematica internazionale, al di fuori dei gruppi coinvolti nella validazione, confermerà in modo indipendente la dimostrazione una volta pubblicata integralmente.

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