Cinque morti sul lavoro in un giorno, la sesta vittima si aggiunge dall'ospedale
In un'unica giornata l'Italia ha contato cinque decessi distinti in cantieri e stabilimenti, da Nord a Sud. A questi si aggiunge un sesto operaio, morto in ospedale dopo cinque giorni di coma per una caduta avvenuta a fine ottobre.
Cinque episodi distinti, nello stesso giorno, in punti diversi del Paese: è il bilancio delle morti sul lavoro registrato secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA. Non si tratta di un unico incidente con più vittime, ma di cinque vicende separate che hanno coinvolto cantieri e stabilimenti tra Nord e Sud, senza distinzione tra grandi aziende e piccole imprese.
A Trecate, in provincia di Novara, un operaio di 57 anni è morto schiacciato dal braccio di una gru caduto durante i lavori in un cantiere. A Porto Marghera, nello stabilimento Fincantieri, un operaio romeno di 34 anni è deceduto per un malore improvviso mentre si trovava a bordo di una nave in costruzione. Gli altri episodi della stessa giornata sono stati censiti dalla stessa fonte, che parla di una sequenza che ha coinvolto l’intero territorio nazionale in poche ore.
A questi cinque casi se ne aggiunge un sesto, cronologicamente precedente ma arrivato a conclusione nello stesso arco temporale: un operaio di 70 anni, caduto da un’impalcatura a San Benedetto del Tronto il 29 ottobre, è morto dopo cinque giorni di coma all’ospedale di Ancona. Lo riporta il quotidiano il Resto del Carlino, che ha seguito la vicenda fin dal ricovero. Il titolare della ditta edile per cui lavorava la vittima ha commentato: «Mi sento distrutto».
Il caso di Porto Marghera assume un rilievo particolare per il contesto in cui si colloca: uno dei principali poli cantieristici italiani, dove la sicurezza sul lavoro è oggetto di controlli periodici e di accordi sindacali specifici per la gestione dei turni e delle condizioni a bordo delle navi in allestimento. Il decesso per malore, distinto dalle dinamiche traumatiche degli altri episodi, pone interrogativi diversi rispetto a quelli legati a cadute o schiacciamenti, e riguarda le condizioni generali di lavoro negli ambienti chiusi delle imbarcazioni in costruzione.
La concentrazione di cinque decessi in un’unica giornata non è un dato isolato nella serie storica degli infortuni mortali in Italia, ma la sua eccezionalità sta nella simultaneità: episodi scollegati tra loro, in settori diversi — edilizia, cantieristica navale — e in regioni distanti, verificatisi nello stesso arco di ventiquattro ore. Il sesto decesso, quello dell’operaio di San Benedetto del Tronto, ricorda come il conteggio giornaliero degli infortuni mortali sul lavoro sia spesso provvisorio: la morte può sopraggiungere giorni dopo l’incidente, nel corso di un ricovero, spostando il bilancio di una rilevazione già chiusa.
Le cause esatte di ciascun episodio restano oggetto di accertamento da parte delle autorità competenti, secondo le prassi previste in questi casi. Le fonti consultate non riportano, al momento, ulteriori dettagli sulle indagini in corso relative alla dinamica degli incidenti di Trecate e Porto Marghera.
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