Ebola Bundibugyo supera i diecimila casi, l'OMS teme la diffusione internazionale
Il focolaio causato da un ceppo privo di vaccini approvati ha raggiunto per la prima volta tre regioni africane contemporaneamente, con una mortalità stimata fra il 30% e il 50%.
Il focolaio di Ebola causato dal virus Bundibugyo, una variante rara per cui non esistono vaccini o terapie approvate, ha una mortalità stimata fra il 30% e il 50%. Secondo le cifre riportate, il focolaio ha superato i 10mila casi e provocato quasi 5mila decessi nella Repubblica Democratica del Congo, come riferisce il Messaggero citando i dati di Africa CDC.
Per la prima volta tre regioni africane sono contemporaneamente interessate dal focolaio, secondo quanto dichiarato dal direttore generale di Africa CDC Jean Kaseya, che ha avvertito: «Nessun Paese può considerarsi al sicuro».
L’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dichiarato il 17 maggio 2026 l’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale per l’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, come ricostruisce la cronologia ripresa da Wikipedia sulla base delle comunicazioni dell’OMS e di Medici Senza Frontiere.
L’allargamento del focolaio a tre regioni contemporaneamente segna un salto rispetto alla situazione descritta al momento della dichiarazione di emergenza di maggio, quando l’epidemia era circoscritta a Congo e Uganda. L’assenza di vaccini o terapie approvate per il ceppo Bundibugyo resta l’elemento che distingue questo focolaio da altre epidemie di Ebola per cui esistono strumenti di prevenzione già autorizzati: per il ceppo Zaire, ad esempio, esistono vaccini approvati utilizzati in precedenti epidemie nella stessa regione, un’opzione che qui non è disponibile.
Il numero dei decessi, prossimo ai 5mila su oltre 10mila casi registrati, colloca il bilancio di questo focolaio tra i più gravi degli ultimi anni per la malattia, secondo le cifre finora diffuse dalle autorità sanitarie regionali e internazionali. La dichiarazione di emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale resta lo strumento con cui l’OMS può sollecitare risorse e coordinamento tra i Paesi coinvolti, ma l’estensione a una terza regione, riferita da Africa CDC, indica che le misure di contenimento adottate finora non hanno arrestato la diffusione del virus.
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